Campo di lavoro Pime, un’esperienza formativa

Il mattino incontri per concoscere le tematiche dell'impegno missionario, il pomeriggio si raccolgono materiali usati per sostenere due progetti in Bangladesh e Cambogia; la sera occasioni di tempo libero aperte a tutti

Agosto riporta a Busto Arsizio un appuntamento solidale: il campo di lavoro del PIME, l’istituto missionario che in città ha sede in via Lega Lombarda nei pressi del liceo scientifico. Si tratta di un evento che ogni anno mobilita decine di persone, molte da fuori città se non da fuori regione, oltre ai seminaristi che dalle più remote zone del mondo raggiungono il Pime per la loro formazione. Incontri, lavoro, pomeriggi e serate aperti a tutti con momenti di intrattenimento e di socialità: questa la ricetta.

Ci parla dell’iniziativa Daniela, una delle responsabili dell’attività. «I primi campi di questo tipo risalgono agli anni Settanta, sempre nel mese di agosto», quasi un controcanto alle vacanze di massa, allora "rito" ben più rigido di oggi. «Allora l’ottica era quello di un puro impegno di lavoro, dagli anni Novanta si è strutturata l’attività in modo più ampio aggiungendo dei momenti di incontro». La giornata tipo dei partecipanti al campo prevede al mattino, infatti, incontri con le tematiche delle attività missionarie e di solidarietà sociale, con persone che raccontano le loro esperienze in questi campi, e fra i partecipanti stessi, per condividere impressioni e stringere nuove amicizie. Il pomeriggio si lavora. «Il lavoro consite prima di tutto nella raccolta di materiali usati che ci vengono messi a disposizione da varie famiglie. Mobili e vestiti ancora in buono stato, rottami metallici purchè riutilizzabili, in ferro, alluminio, bronzo; ma anche la carta ad esempio». Con il ricavato di quanto si raccoglie si aiuteranno due progetti in cui è coinvolto il Pime. Si tratta di una scuola tecnica per muratori in costruzione a Dacca, capitale del Bangladesh; e di un centro medico per l’oncologia femminile, il centro Santa Elisabetta d’Ungheria, in Cambogia. Due Paesi tuttora poverissimi, afflitti il primo da una sovrappopolazione grottesca che frustra i tentativi di sviluppo, il secondo dalle conseguenze dell’inaudito "autogenocidio" perpetrato nella seconda metà degli anni Settanta dal criminale regime di Pol Pot. E dove c’è bisogno di una mano, il Pime c’è.

Ma chi sono i volontari di questo campo di lavoro Pime? «Sono una settantina, delle estrazioni più diverse» spiega Daniela. «Ci sono i seminaristi di vari Paesi africani e asiatici, poi ragazzi di varie regioni d’Italia, dalla Sicilia, da Napoli, dal Piemonte, lombardi dell’hinterland milanese, e ovviamente bustocchi. Non tutti» nota «vengono necessariamente dall’ambiente delle parrocchie e degli oratori. Nè questa esperienza è limitata ad un fatto di fede. Parliamo di un’esperienza che dà opportunità importanti di avvcinarsi in modo concreto al lavoro e a certe tematiche», un aiuto alla maturazione della persona anche per chi è tiepidamente credente sul piano strettamente religioso, ma crede con fervore nell’aiuto concreto ai propri simili.

Poichè non di solo lavoro vive l’uomo, non mancano anche le occasioni di tempo libero aperte a tutti, alcune presso la sede Pime altre in centro città. Si comincia questa sera, venerdì 20 agosto, con la proiezione del film di grande successo "Invictus", al Pime: tempo permettendo, all’aperto, ore 21.
Domenica 22 agosto sempre al Pime pomeriggio insieme: alle 15,30 giochi, alle 19,30 una cena fredda o "happy hour" dedicato ai giovani, alle 21,30 concerto con gli Africa Abba. Le iniziative si chiuderanno sabato prossimo 28 agosto al Pime dopo la messa delle ore 18 con una grigliata e una festa conclusive, sempre aperte a tutti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 agosto 2010
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