Casa Calcaterra, Caravati ribadisce: “Deciderà la magistratura”

Rispondendo alle critiche del costruttore e delle opposizioni, il vicesindaco attacca: "L'amministrazione è sempre stata equidistante e attenta al rispetto della legge"

«L’amministrazione è equilibrata ed equidistante. Sull’abbattimento di casa Calcaterra sarà la magistratura a stabilire se ci sono stati degli errori, e se sono stati rispettati Leggi e Regolamenti». Dopo la lunga lettera in cui la Bonicalzi costruzioni racconta la sua verità su via Roma, il vicesindaco Paolo Caravati torna sul caso, ribadendo la posizione dell’amministrazione, da un lato fedele al libero mercato (immobiliare), dall’altro rispettosa della legge. «La lettera (della Bonicalzi, ndr) dimostra che è in errore chi sostiene che l’attuale amministrazione comunale è al “servizio” degli imprenditori edili. Da sempre la nostra filosofia è quella di rispettare il “libero mercato” e, per questo motivo, condividiamo le iniziative degli imprenditori che vogliono realizzare opere o progetti che contribuiscono ad far crescere la Città. Non dimentichiamo mai, però, che ogni iniziativa può essere intrapresa solo ed esclusivamente nel rispetto delle Leggi e dei Regolamenti comunali». Adesione al libero mercato e rispetto delle regole formali che provocano accuse di segno opposto, «dalle opposizioni perché permettiamo di costruire e, allo stesso tempo, critiche da parte degli imprenditori perché ritengono di essere ostacolati».

 
Quanto al caso specifico di Casa Calcaterra (nella foto del giugno scorso, la facciata della villa ottocentesca, isolata tra le macerie degli altri edifici), Caravati non analizza nel merito l’intervento, annunciando che sulla questione interverranno, al loro rientro dalle ferie, il sindaco Nicola Mucci e l’assessore all’urbanistica Massimo Bossi. Il vicesindaco ricorda solo che nell’isolato tra via Roma e via Postcastello «sono stati fatti degli interventi su quell’edificio che molti cittadini, e l’amministrazione con loro, hanno criticato. Non sta a noi giudicare che cosa e come è stato fatto; sarà la magistratura, alla quale abbiamo denunciato il caso, a stabilire se ci sono stati degli errori, e se sono stati rispettati Leggi e Regolamenti». Una scelta dura, di fronte a presunte violazioni che l’impresa Bonicalzi ritiene di non aver commesso. «Noi abbiamo sempre operato correttamente» spiegava Paride Bonicalzi nella lettera che ricostruiva il percorso dal progetto al cantiere e puntualizzava il ruolo dell’architetto Piermichele Miano.
L’amministrazione, oltre ad inviare gli atti alla Procura della Repubblica,  ha deciso inoltre il fermo dei lavori per 45 giorni, imposto dal Dirigente del settore Programmazione Territoriale: serviranno anche a svolgere gli approfondimenti del caso, nel cantiere e sulla documentazione esistente.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 agosto 2010
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