«Con cani del genere serve il controllo»

Andrea e Cristina Vertua hanno addestrato uno dei loro pitbull per la pet therapy in un ospizio: «Solo con una buona educazione un cane di questo tipo può essere innocuo»

Andrea e Cristina Vertua vivono con due pitbull e altri quattro cani nella loro abitazione di Castellanza e non appena vengono informati dell’aggressione da parte di un pittbull ai danni di un cane e della sua padrona a Busto Arsizio scuotono la testa: «Conta solo l’educazione – dice Andrea – il pittbull ti deve riconoscere come capobranco, io lo faccio tramite il controllo del cibo ad esempio». Mai lasciare il cibo a terra ai pitbull, devono capire che dipendono dal padrone e che solo il padrone decide per loro. «In questo caso non so come siano andate le cose ma non vorrei che come al solito si faccia di tutta l’erba un fascio – dice Cristina – altrimenti non avrebbero mai accettato il mio pitbull per la pet therapy in un ospizio».

Cristina, infatti, aveva acquistato il suo pittbull dall’allevamento Iron dog di Marano Ticino, prima ed unica associazione in Italia che si impegna a promuovere l’American Pitbull Terrier come cane da lavoro a fini sociali, assistenziali, ricreativi, terapeutici e sportivi. Mai un problema per Andrea e Cristina, mai un’aggressione. I cani sono controllati e ad ogni comando dei loro padroni eseguono: «Il controllo è fondamentale – conclude Andrea – non è facile crescere ed educare un pitbull. Servono passione e pazienza, luoghi adatti dove vivere e una buona dose di cervello». Andrea sa benissimo che tutto sta nelle intenzioni del padrone: «I pittbull sono animali con una struttura fisica possente e una capacità mandibolare non indifferente – conclude Andrea – è chiaro che solo con una buona educazione un cane di questo tipo può essere innocuo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 agosto 2010
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