Dalla Pro Patria all’ospedale, Busto ricorda il cuore di Ferrario

Il sindaco Farioli: «Uomo dal carattere difficile ma di grande generosità nei confronti della sua Busto». Armiraglio: «Vicino alla squadra anche nei momenti difficili»

La notizia della prematura scomparsa di Roberto Ferrario, imprenditore ed editore bustocco, è giunta come un fulmine a ciel sereno a Palazzo Gilardoni dove il sindaco Gigi Farioli era impegnato in una serie di incontri: «Sono molto rattristato da questa notizia che ho appreso da poco – commenta il sindaco – ricordo un amico che non ha mai approfittato della sua posizione di editore e di uomo di potere per chiedere all’amico sindaco o politico nulla di più che il desiderio di partecipare ad una rinascita della società». Queste le prime parole di Farioli in ricordo di una delle figure più in vista della città, un uomo dal grande temperamento che ha saputo affrontare la malattia con grande dignità: «Grande la sua forza nel sostenere la malattia – ha detto ancora Farioli – grande la dignità della moglie Daniela e dei figli che non l’hanno mai lasciato solo nonostante avesse un carattere difficile ma come diceva Montanelli “tutte le persone di carattere hanno un carattere difficile”».

E nonostante quel carattere così spigoloso era capace di grandi gesti di umanità, il sindaco ne ricorda due in particolare tra quelli recenti: «I suoi erano gesti concreti, alcuni più sopiti e altri volutamente manifesti anche per essere da esempio ad altri come lui – conclude Farioli – vorrei ricordare l’acquisto della bici di Ivan Basso per la onlus Bianca Garavaglia e la donazione di un angiografo digitale all’ospedale di Busto Arsizio. Gesti che devono fungere da esempio per tutti gli imprenditori della nostra città»

Alberto Armiraglio, presidente onorario della Pro Patria ricorda gli anni di Roberto Ferrario alla Pro Patria, il suo grande impegno: «Io e Roberto siamo coscritti – sottolinea subito – oggi è un giorno molto triste perchè scompare prematuramente una figura che ha dato tanto allo sport di questa città e in primis alla Pro Patria». Partecipò alla rinascita della società Pro Patria-Gallaratese insieme ad altri quattro imprenditori Caravati, Tosolini, Mancini e Della Valle. Era il ’95 e Armiraglio lo ricorda così: «Per alcuni mesi fu anche presidente della Pro – racconta Armiraglio – nonostante il suo noto temperamento, allo stadio era un tifoso che sapeva contenere le emozioni. Ricordo una partita con l’Albinoleffe quando era talmente nervoso che mi portò a fare due giri dello stadio a piedi per calmarsi prima della partita».

Ancora due anni fa, nel pieno della vicenda Zoppo, Ferrario non si tirò indietro quando gli fu chiesto di aiutare la società: «Insieme ad altri imprenditori mise del suo per pagare le trasferte della squadra che inseguiva, nonostante lo spettro del fallimento, il sogno della serie B. Anche in quel caso Roberto fu della partita nonostante non ricoprisse alcun ruolo nella società. Questo la dice lunga sul suo stile che accomunerei a quello dei più importanti imprenditori bustocchi del passato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 agosto 2010
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