Economia varesina: riprende la produzione ma aumenta il rischio occupazione

E' questo il risultato dell'analisi dell’Osservatorio Congiunturale della Camera di Commercio, che da una parte vede la produzione manifatturiera a +3,14% e dall'altra vedono un saldo negativo di 4050 unità

Nel secondo trimestre 2010 l’economia varesina conferma quella sia pur lenta ripresa produttiva già comparsa nella prima parte dell’anno, ma vede accentuarsi il rischio occupazione.
E’ questo il risultato dell’analisi dell’Osservatorio Congiunturale della Camera di Commercio, che da una parte registra nella produzione manifatturiera un +3,14% rispetto allo stesso periodo aprile-giugno del 2009, dall’altro la recente pubblicazione dei dati  Excelsior manda segnali poco confortanti: quest’anno infatti le imprese della nostra provincia s’attendono un saldo negativo di 4.050 unità fra ingressi ed uscite di lavoratori dipendenti. 

Un saldo negativo che è il più alto da quando l’Unione Nazionale delle Camere di Commercio e il Ministero del Lavoro hanno iniziato a condurre l’indagine su un campione d’imprese rappresentativo del sistema economico.
«Per il secondo trimestre consecutivo – sottolinea Mauro Temperelli, segretario generale della Camera di Commercio varesina – l’economia provinciale ha fatto registrare valori produttivi in crescita. Questo ci può far dire che la svolta rispetto alla crisi internazionale è ormai avviata, ma non deve farci abbassare la guardia. Restano infatti gli elementi d’incertezza e sono troppe le difficoltà con le quali si confrontano quotidianamente i nostri imprenditori. C’è poi sopratutto una forte preoccupazione sul fronte occupazionale».

Le cifre parlano di ben 7.500 persone fuoriuscite dal mercato del lavoro sul nostro territorio a causa della chiusura delle aziende come conseguenza della crisi. Una situazione che ha contribuito ad alzare a 25.000 il numero totale dei disoccupati in provincia di Varese. «I dati Excelsior sulle aspettative occupazionali delle imprese – riprende Temperelli – non possono inoltre certo indurre all’ottimismo: sono soltanto il 15% le aziende che prevedono assunzioni nel corso di quest’anno e il commercio è l’unico settore a registrare un saldo positivo tra ingressi e uscite, peraltro minimo: +80 unità».

Le preoccupazioni si concentrano soprattutto sulle fasce giovanili: il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 24 anni è salito al 20% contro il 6,3% totale. Per entrare sul mercato del lavoro, secondo quanto dicono le imprese intervistate per l’indagine Excelsior, sembrerebbe utile orientarsi sulle professioni relative ai servizi sanitari e alle procedure di sicurezza, protezione ambientale e qualità industriale. Professioni per le quali le aziende in oltre il 70% dei casi si sono dichiarate disponibili all’assunzione di un giovane appena uscito dal sistema formativo. Profili appetibili sono anche quelli degli operai per la meccanica e la plastica.
 
Secondo la relazione dell’Osservatorio Congiunturale della Camera di Commercio, oltre alla già citata dinamica positiva della produzione nell’industria nel II trimestre 2010 emerge una tendenza alla ripresa anche per l’artigianato. Qui per la prima volta dall’esplosione della crisi nel quarto trimestre 2008 è comparso il segno positivo, sebbene soltanto con un +0,1%. Quanto al commercio e ai servizi, si registrano volumi d’affari complessivamente soddisfacenti anche se ancora depressi dal perdurare della debolezza nei consumi. Difficoltà persistenti, invece, per il settore delle costruzioni.

Entrando nel dettaglio dei singoli settori della produzione manifatturiera, a sorpresa il tessile mostra buone performance (+6,32%), inferiori comunque a quelle della chimica (+11,86%) e della gomma-plastica (+9,78%). Qualche difficoltà ancora per la meccanica. Torna poi finalmente a crescere il numero complessivo delle imprese attive in provincia di Varese, che raggiunge quota 64.165 (+0,66% rispetto al trimestre precedente).

Interessante anche l’analisi del commercio estero: i dati Istat relativi ai primi quattro mesi del 2010 indicano per la provincia di Varese un valore dell’export pari a 2 miliardi e 646 milioni e un import di 1 miliardo e 659 milioni di euro. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno le esportazioni sono aumentate del 7% e le importazioni del 3%. Una crescita trainata dai Paesi emergenti con una ridefinizione delle rotte commerciali degli imprenditori varesini: le nuove mete sono l’area del Magreb, l’Asia Centrale e il Medio Oriente mentre sono in consolidamento i rapporti con i paesi del Sud America.  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 agosto 2010
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