Gli ultras contro la tessera del tifoso

I Blood Honour attaccano il ministro Maroni: "È sua la colpa se ci sono e ci saranno sempre più problemi". Enzo Rosa del "Gruppo Comodo": "Lascia sbalordito il metodo con il quale viene applicato il regolamento"

«C’era da aspettarselo, i problemi ci saranno sempre più spesso anche a Varese e la colpa è solo di Maroni». Commentano così i Blood Honour Varese 1998, la frangia più calda del tifo organizzato del Varese Calcio, dopo gli scontri dei tifosi atalantini che si sono scagliati contro il ministro dell’Interno e contro la Polizia. «I tifosi atalantini verranno lo stesso, restrizioni o non restrizioni: staranno nei distinti o fuori dallo stadio. E verranno per fare casino – commentano dal gruppo ultras -. I rapporti con loro non sono buoni: noi siamo gemellati con la tifoseria interista con la quale loro hanno avuto numerosi scontri in passato. Noi di certo non promuoveremo disordini: se non saremo provocati, staremo tranquilli». Il giudizio sulla tessera del tifoso da parte degli ultras varesini è nettamente negativo, come evidenziato da volantini e magliette sfoggiate ad ogni match dei biancorossi: «Si vuole privatizzare una cosa che è libera, come andare a vedere una partita di calcio – spiegano i Blood Honour -. Ci saranno sempre più disagi e più danni e la colpa è di Maroni».
 
«È triste vedere lo stadio vuoto senza sostenitori ospiti alla prima in casa in serie B». Commenta così Enzo Rosa, anima del “Gruppo Comodo”. Rosa non lesina critiche alla tessera del tifoso: «Io sono un ex ultrà, non ho ancora fatto l’abbonamento, ma non avrei problemi a sottoscrivere la tessera per averlo – spiega -. La filosofia di fondo ci può anche stare, mi lascia sbalordito il metodo con il quale viene applicato il regolamento. Se si vogliono evitare scontri non capisco perché chi ha la tessera viene rinchiuso in una gabbia, mentre chi non la fa è libero di andare in ogni settore potendo scatenare disordini e disagi per tutti». Sugli scontri ad Alzano, che hanno visto gli ultras atalantini scatenarsi contro il ministro Maroni, ideatore della tessera del tifoso, Rosa commenta caustico: «Si poteva immaginare che prima o poi ci sarebbero stati scontri – spiega -. I bergamaschi sono tanti, sono caldi e passionali. Per Maroni nella patria della Lega credo abbia perso numerosi consensi». La trasferta per le frange estreme del tifo della “Dea” è stata vietata da Questore. Rosa racconta la prima escursione dei tifosi del Varese a Torino, evidenziando alcuni problemi per chi la tessera ce l’aveva: «Sono partiti in tantissimi, tutti tesserati e con le carte a posto, ma non li hanno nemmeno fatti scendere dal pullman per mangiare all’autogrill o per fare pipì – spiega -. Non capisco quali siano i vantaggi di avere la tessera del tifoso se poi non si è liberi di andare in trasferta serenamente». Con i tifosi dell’Atalanta i rapporti sono normali, le squadre non sono nella stessa categoria da tanti anni, ma anche quando si sono incontrate in passato non ci sono stati episodi di violenza o scontri: «Ricordo una volta, tanto tempo fa, che al Franco Ossola alcuni ultras bergamaschi entrarono nella nostra curva per errore – dice Rosa -. Si sistemarono in un angolo e guardarono la partita senza problemi. Non c’è né amicizia né odio tra le due tifoserie. Dispiace non possano venire a Varese per l’esordio casalingo in serie B. Pensata diversamente la tessera del tifoso potrebbe essere una buona soluzione, così no».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 agosto 2010
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