Il gambero della Luisiana invade il Lago di Varese

Sono grossi, rossi, voraci. E commestibili. Si pescano anche nei ruscelli della pista ciclabile e poi si cucinano come fossero piccole aragoste

Parti per fare una bella passeggiata ferragostana e ti ritrovi con gli ingredienti per un bel risotto di pesce.  E’ quello che ormai sanno gli “utenti” della pista ciclabile di Varese, che da un po’ di tempo a questa parte si sono ritrovati, sulla strada e nelle rogge che la costeggiano, «Dei gamberoni grossi e rossi. Ma belli, eh!» spiega Giorgio, varesino “in vacanza” con amici in quel curioso e suggestivo angolo di città.

I gamberi, secondo chi li ha studiati meglio “sul campo”, «sono di una razza americana. Qualcuno ha pensato bene di portarli qui credendo di fare una cosa buona, e invece si stanno divorando tutto» spiega l’anonimo pescatore nel torrente che da Azzate finisce nel lago di Varese, e che la pista ciclabile attraversa con un ponticello.  Il giovane li “pesca” a mani nude, servendosi di guanti: il loro aspetto è molto diverso dai normali gamberi d’acqua dolce, più grigiastri. A farlo sono in due, della provincia di Varese, che stanno al campeggio di Buguggiate, una sorta di vacanza ferragostana a pochi passi da casa. Ma che regala emozioni costiere.

«Fanno bene, a pescarli – commenta l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Varese Bruno Specchiarelli – Quei gamberi sono commestibilissimi e siccome si riproducono molto, la pesca è gradita. Se ce ne tolgono un po’ dal lago, insomma, è meglio».  Questo gambero d’acqua dolce, manifestamente importato da oltreoceano (volgarmente è chiamato “gambero della Luisiana” ed è il più famoso gambero d’acqua dolce del mondo) è quindi commestibile e non protetto, anche se nel lago di Varese non è una minaccia come invece avviene in altri luoghi. «Non si può pensare che questa specie danneggi il gambero d’acqua dolce nel lago perchè in realtà il gambero d’acqua dolce nel lago di Varese non esiste – precisa Specchiarelli – Il problema ci sarebbe nei nostri torrenti: ma pare che lì quel gambero non riesca ad acclimatarsi, perchè questi fiumi sono troppo freddi».

Il fenomeno è ormai noto da qualche anno e in provincia è circoscritto al lago di Varese, senza coinvolgere – a quanto sembra – gli altri specchi d’acqua. Nel resto del Centro nord invece, hanno già procurato sconquassi: c’è chi ha realizzato un’inchiesta dal minaccioso titolo “L’invasione dei gamberi killer” (segnalata in Toscana, nel 1995 ) e chi l’ha intitolata “I nemici del Gambero Brianzolo”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 agosto 2010
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