La Cimberio si mette nelle “manone” di Collins

Si presenta il nuovo pivot biancorosso che vanta mani più grandi di quelle di Shaquille. «Sono un uomo d'area e a Varese voglio migliorarmi per centrare il sogno NBA»

Se la Cimberio sia in buone mani, lo sapremo più avanti; di certo però quelle di Dwayne Collins – il giovane pivot americano ingaggiato dai biancorossi – sono decisamente… capienti. Collins non è altissimo per il ruolo (2,03) ma vanta braccia lunghissime e soprattutto due manone che gli addetti ai lavori sostengono essere «più grandi di quelle di Shaquille O’Neal».
«Di sicuro sono le più grosse tra i 60 giocatori scelti quest’anno nel draft Nba, visto che in quell’occasione vengono forniti tutti i dati possibili e immaginabili» scherza il pivottone che di fatto si è presentato oggi per la prima volta, dopo l’allenamento svolto al PalaWhirlpool.
Di poche parole, quasi timido a prima vista, questo ragazzone di 22 anni nato e cresciuto a Miami si affaccia alla prima esperienza estera partendo proprio da Charlie Recalcati e da Varese.

«Il primo impatto è positivo, e comunque ricalca le aspettative che avevo quando ho deciso di venire qui. Varese mi sembra una città tranquilla, ovviamente molto diversa da Miami… anche se qui si mangia certamente meglio che in Florida. Mi stupiscono le strade italiane: rispetto alle "mie" sono tutte così strette…».
Quel che conta di più però, è naturalmente il modo di stare sul parquet; Collins appare conscio dei propri pregi ma pure dei difetti da migliorare con il passare delle settimane. «Sono un uomo d’area, mi piace giocare vicino al canestro, per schiacciare in attacco e per dare tutto quel che ho in partita. So però di dover lavorare su alcuni aspetti del gioco: vorrei ampliare il mio raggio di tiro e aumentare la velocità di piedi: l’Italia è un bel banco di prova in questo senso, visto che mi troverò a marcare lunghi che di base sono più rapidi di me».
Il passaggio italiano è dunque una sorta di master per Collins, che ha sfiorato l’NBA nel draft senza trovare un contratto per la prossima stagione, anche a causa di un problema al ginocchio che l’ha costretto ai box durante il periodo delle summer leagues (i tornei non ufficiali dove le squadre "testano" i giocatori in cerca di contratto o alcuni nuovi acquisti). «La NBA è una mira che hanno tutti gli atleti usciti dal college, tanto più che io al draft sono stato scelto. A proposito, mi sono anche tatuato sulla mano la scritta "Mister Irrilevant": l’ultima scelta viene detta così, secondo una tradizione nata nel football. L’ho presa come uno stimolo per fare sempre meglio. A partire da Varese».

CHARLIE DIXITCoach Recalcati descrive Collins

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 agosto 2010
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