Lettera aperta a Maroni sui Rom

Don Ernesto Mandelli scrive al ministro dell'interno: "Possibile che non si riesca ad aiutare l'intagrazione dei rom? E quand'è che sentiremo da voi una parola cristiana?"

Signro Ministro,
periodicamente leggo le sue interviste sui giornali in materia di immigrazioni. L’attenzione è ora tornata sul popolo dei Rom, in parallelo agli interventi del governo francese ( Corriere della sera 21/8). La soluzione da lei proposta, mi è parso di capire, è unica, l’espulsione da praticare in forme ancora più rigide che nel passato.

I Rom in Italia sono circa 130/150 mila,il 70% sono italiani. Già qualche anno fa erano diventati un assillo nazionale i ragazzi Rom, perché alcuni erano stati sorpresi a commettere piccoli furti. Il suo intervento tempestivo, schedatura con impronte digitali, mi aveva fortemente sorpreso e amareggiato. Mi è parsa una umiliazione gratuita e crudele. Sembrava che questi ragazzi fossero un problema nazionale per l’ordine pubblico. Mi è stato facile allora pensare anche ai nostri ragazzi. C’è infatti un diffondersi di bande di adolescenti, che nelle scuole e fuori minacciano i loro coetanei più deboli e li derubano. Così non si può non pensare ai giovani del sabato sera(sballo,droga,alcool,violenze,incidenti spesso mortali sulle strade…) e alle violenze negli stadi.Da parte delle Autorità non ho ancora notato una riflessione seria su queste devianze tragiche e proposte di soluzione,che certamente non possono essere unicamente di ordine repressivo,ma anzitutto preventivo ed educativo.
Fa quindi male costatare che i Rom siano visti come un problema dal quale liberarsi,attraverso l’espulsione. (Ma siamo sicuri che non torneranno ?) Fa specie ancora costatare che non emergono soluzioni di buon senso,quel buon senso del padre di famiglia,che qualche soluzione ha sempre saputo trovare. Giustamente lei pone due problemi: non hanno un reddito minimo,non hanno abitazioni adeguate. I Rom sono un popolo nomade; tendono a spostarsi e vivono nella provvisorietà,è la loro natura: possiamo per questo eliminarli ? I loro lavori erano nel passato: riparare pentole, ombrelli,doratura di oggetti vari e altre attività oggi non più praticabili. E’ così impensabile che una società civile non sia in grado, per un gruppo così ristretto di famiglie, di individuare occasioni di lavoro opportune e abitazioni dignitose nel rispetto della loro identità di popolo? Favorendo inoltre il percorso scolastico dei figli si possono creare le premesse per un loro graduale inserimento nel contesto sociale italiano. Non sono un esperto in materia,ma un uomo della strada,che cerca di usare il buon senso,offrendo semplici riflessioni. Altri certamente sanno affrontare in termini organici proposte adeguate. Ma alle Autorità non si può concedere di essere assenti su queste emergenze umanitarie,da affrontare con modalità degne dell’uomo.
Da ultimo un problema che mi sta a cuore: lei fa parte di una formazione politica, che ripetutamente si erge a difesa delle radici cristiane dell’Europa. Mi domando: sul tema del popolo Rom e più in generale sul fenomeno enorme e irreversibile delle migrazioni non sarà mai possibile sentire qualche cosa che sappia di cristiano? La fede cristiana chiede che non ci si limiti alle grandi affermazioni verbali,ma che nelle scelte concrete di ogni giorno ( per i governanti nelle leggi e nei provvedimenti) si cerchi la sintonia con il Vangelo di Gesù.
Cordialmente, don Ernesto Mandelli – Lissago Varese

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 agosto 2010
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