Liceo linguistico bosino: la partenza sarà regolare

La dirigenza della scuola chiarisce la propria posizione dopo la bocciatura da parte del CNPI, un giudizio che non ha valore determinante

Bruno Specchiarelli, Presidente della Scuola Bosina, preferisce non commentare la notizia della bocciatura, da parte del CNPI del progetto di liceo linguistico sottoposto al Ministero. Preferisce affidarsi alla nota ufficiale messa a punto dalla Direzione ma su una cosa rassicura: « Il liceo partirà».

La dichiarazione ufficiale:

In merito a recenti articoli apparsi sulla stampa nazionale e locale a proposito di una presunta bocciatura della Scuola Bosina da parte del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione si precisa quanto segue:

 
1 ) Il CNPI ha espresso parere negativo sulle proposte innovative presentate dalla Scuola Bosina in riferimento al corso di Liceo Linguistico istituito presso la nostra sede a decorrere dal 1 settembre 2010. Tale parere non è in alcun modo vincolante, essendo, invece, decisivo il giudizio degli esperti del Ministero della Pubblica Istruzione.
 
2 ) Il CNPI si è distinto negli ultimi quindici anni per una pregiudiziale e completa ostilità a ogni tipo di innovazione da introdurre nella scuola italiana, “bocciando” la stessa riforma Gelmini con parere negativo che, peraltro, non ha giustamente impedito l’avvio della riforma all’inizio dell’imminente nuovo anno scolastico.
 
3 ) Il progetto formativo del nuovo liceo linguistico istituito presso la Bosina nonè una prematura sperimentazione sulla riforma appena lanciata (come il CNPI equivocamente sottintende), ma una rimodulazione innovativa della struttura storica del liceo linguistico attuata sulla base del DPR 275.1999. Il nostro progetto è molto semplice, suppone e fa suo l’impianto pedagogico generale del Liceo Linguistico di ordinamento, così come compare nei decreti di riordino della scuola secondaria
superiore (riforma Gelmini), tenendo conto delle esigenze specifiche del territorio e della conseguente necessità di un forte potenziamento della lingua inglese, senza gravare sul tempo scuola degli alunni.
 
4 ) L’articolista di Italia Oggi, per quanto goda di supporti nell’area dei sindacati della scuola, mostra di ignorare l’esistenza di progetti come il CLIL (insegnamento di una disciplina in lingua straniera) e parla di accorpamento di inglese e geografia. In realtà il Liceo della Bosina intende avviare il progetto CLIL sin dal primo anno (nello spirito della riforma Gelmini) e, dunque, geografia non sarà “accorpata” a inglese, ma insegnata in lingua inglese.
 
5 ) I finanziamenti pervenuti alla Scuola Bosina per tramite della cosiddetta “legge mancia” (di cui hanno beneficiato molti altri enti ed istituzioni, a discrezione dei parlamentari, inclusi quelli DS e della minoranza) non hanno un immediato rapporto con l’istituzione del Liceo e, di conseguenza, appaiono del tutto fuori luogo i rilievi polemici apparsi sugli organi di stampa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 agosto 2010
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