Luvinate, il Cai e tanta gente comune, Furia un uomo amato

Chi l'ha conosciuto gli dedica un pensiero. E in redazione piovono commenti e lettere

La LIPU di Varese si unisce al dolore che ha colpito i familiari e la comunità Varesina per la scomparsa del Prof. Salvatore Furia. Si perde così un grande divulgatore scientifico e un amante sincero e appassionato dell’ambiente naturale della nostra provincia. Scienza e passione da lui così bene incarnati, sono due elementi fondamentali che dovrebbero guidare l’impegno a tutela dell’ambiente.
Ci piace infatti ricordarlo quando negli anni ’70, insieme ai nostri attivisti e responsabili di allora, Cavallaro Costante e Valerio Lavazza, fu il primo ad attirare l’attenzione sull’inquinamento del lago di Varese con un gesto eclatante: il versamento di bidoni d’acqua del lago nella fontana di piazza Monte Grappa. La mattina dopo la città si risvegliò con una fontana traboccante d’acqua putrida, e forse capì per la prima volta lo stato drammatico delle acque.
E ci piace ricordarlo ancora quando due anni fa diede l’adesione convinta al Patto per il Lago che proponemmo alle associazioni e alla società civile e politica della nostra città, per la tutela reale dell’ambiente naturale e della biodiversità contenuta nel Lago di Varese.
Per questo e per tutto quello che ha fatto per la nostra comunità lo ricordiamo con affetto e partecipazione con l’impegno di proseguire sulla strada da lui percorsa…”sotto questo immenso cielo”

Luca Chiarei, Delegato LIPU Varese

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Sei stato la prima persona con la quale io abbia inziato a discorrere amabilmente di protezione civile, quando ancora erano lontani gli anni in cui avrei poi fondato, insieme a qualche amico, un’associazione di volontariato che Ti ha sempre sentito un prezioso compagno di strada, caro Professore. Illuminato ed umile cittadino di una galassia di solidarietà, in Te saluto la migliore sintesi di una vita spesa a lasciare il mondo un pò migliore di come lo abbiamo trovato.

Paolo Cazzola, Assessore alla Sicurezza della Città di Gallarate e Tuo ex allievo nella splendida scuola della Cittadella

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È stata una persona molto importante nella mia vita. Sono un ex-associato dell’Osservatorio che e’ cresciuto passando, per anni, ogni weekend in sua compagnia. Ricordo il primo giorno, avevo 11 anni, il Prof che mi guarda torvo, ed io intimorito ricambiavo lo sguardo a questa persona, apparentemente accigliata e burberica, senza sapere che avrebbe fortemente condizionato positivamente la mia vita. Infondeva spirito, tenacia e entusiasmo in noi ragazzini adolescenti nel fare quei lavori manuali nei boschi, a Sacro Monte, all’Osservatorio per poi sapersi fermare per apprezzare una bellezza naturale, un fiore o un paesaggio, e ci diceva di fermarci un attimo con i badili, con le ramazze o i picconi per sollevare lo sguardo al cielo verso un tramonto o una strabiliante volta stellata. E tornavo a casa la domenica sera con i calli alle mani, e sporco di terra, ma felice di aver dato il mio piccolo contributo alla sua causa, alla sua visione, con quel grande senso di appartenenza ad una comunità di persone di sani principi e grande sensibilità culturale. Ho passato 10 anni all’Osservatorio di Campo dei Fiori ma ricordo a malapena i nomi di qualche costellazione. Ricordo come se fosse ieri, invece, e con gran piacere, l’entusiasmo comunitario nei lavori più umili, con la grande gratificazione di vedere, per esempio, una discarica finalmente pulita, o il viale delle Cappelle di Sacro Monte disinfestato dalle erbacce. Salendo su all’Osservatorio osservo i muri di pietra e cemento a lato della strada e ricordando la loro costruzione sorrido e mi dico "io c’ero". È stata un’esperienza unica ed irripetibile, neanche, purtroppo, per i miei figli che crescono in un mondo ormai profondamente cambiato. Tutto questo lo porto dentro, e ciò fa di me una persona migliore di quello che avrei potuto essere. Grazie, Professore…grazie di una graditudine profonda, sentita…. urlata nel silenzio del dolore per la sua scomparsa.

Andrea Colugnat, ex associato del Campo dei fiori

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Sono cresciuto sotto la tua Ala, dall’Alto della Cittadella sul Campo dei Fiori, i tuoi insegnamenti hanno fatto di me un uomo migliore.
La passione per l’astronomia che mi hai trasmesso vive ancora oggi e insegno a mia volta a guardar le stelle con il telescopio ai miei figli e ai più piccoli.
Sei grande, sei stato grande e sempre grande sarai in alto nei cieli.
I tuoi insegnamenti permeati di passione, di coraggio e di fede, mi hanno accompagnato per la vita, permettendomi di non essere l’architetto cementificatore che desideravi non divenissi mai e infatti i successi ad oggi raggiunti con Casa21, la casa eco-sostenibile, esprimono l’amore per la natura e per la difesa dell’ambiente che tu mi hai da sempre trasmesso.
Grazie Salvatore porterò sempre nel mio cuore i tuoi grandi insegnamenti.
Con tanta gratitudine, con i sensi della mia più alta stima, ti saluto con tanta emozione, mio grande Professore.

Con più grande abbraccio che possa esprimere ….
Ciao dal tuo piccolo, ormai grande
Simone Seddio, Presidente della JCI ITALIANA Varese Junior Chamber Italiana

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Carissimo Professor Furia,
grazie per la Tua profonda amicizia che hai sempre riservato a noi, donne e uomini del Corpo Forestale dello Stato.
Ci sei sempre stato vicino con profonda stima e rispetto e ci hai sempre incoraggiato a svolgere il nostro lavoro di tutela e cura del verde della nostra provincia, nonostante la limitatezza delle risorse umane a disposizione.
Sei stato Colui che, in anni passati particolarmente difficili per i continui incendi che devastavano le nostre belle montagne e i nostri boschi, ci confortavi, incoraggiandoci, con il Tuo entusiasmo, a non cedere mai, e ci annunciavi l’arrivo della pioggia primaverile che chiudeva finalmente il difficile periodo degli incendi boschivi.
Come noi, hai sempre amato i Tuoi boschi, le Tue piante, i Tuoi fiori, e, in essi, vedevi manifestata la meravigliosa opera del Creatore.
Hai amato la bellezza del creato, nelle sue multiformi e variegate realtà, e, ad essa, hai dedicato tutto il Tuo tempo e le Tue energie.
I Tuoi "ragazzi" che hanno seguito ed aiutato il Tuo lavoro, ora continueranno la tua "missione" di Operatore di Bene per la cura e la salvaguardia dell’ Opera che Tu hai intrapreso.
Per quanto hai realizzato, per l’amicizia che ci hai riservato, per l’entusiasmo e l’ottimismo che ci hai donato: Grazie.

Vittorio Chiesa – Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Varese con i Suoi Forestali.
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"Quella volta che il prof mi spiegò come si faceva il cemento".
Quanti anni sono passati? Quindici? Di più, probabilmente. Mi regalarono un libro che parlava di asteroidi, e con la rapidità e l’entusiasmo tipico delle passioni giovanili mi ritrovai, in un attimo, nella grande famiglia del Prof. Uno dei tantissimi ragazzini che sono passati da Campo dei Fiori. Volevo vedere le stelle al telescopio, finii a impastare cemento per il giardino dei rododendri. Stanco morto, cotto dal sole, non volevo altro che una branda. E invece no: dopo aver impastato, dipinto, vangato e setacciato, dopo che il sole era tramontato, su in terrazza a montare i C8, e a fare "osservazione" fino alle 5 della mattina successiva. Poche ore di sonno, e di nuovo sui maledetti rododendri.
Adesso, tre e più lustri dopo, ho scolpito nella testa che servono quattro parti di sabbia, una di cemento ed una di acqua, che gli esigentissimi rododendri hanno bisogno di terra acida (ph 5, massimo 5,5), e che il triangolo estivo è fatto da Deneb, Vega ed Altair.
E mi rendo conto che ci sono un milione di cose che non so, e che non mi insegnerà più.
Gianandrea Redaelli

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Ci conoscevamo da oltre 35 anni, ossia da quando nacque a Tradate il GAT, Gruppo Astronomico Tradatese. Ogni volte che ci vedevamo in qualche manifestazione, anzi, ogni volta che lo sentivo parlare in pubblico, rimanevo colpito dal suo eccezionale CARISMA di uomo e di divulgatore della scienza. Il CARISMA (ossia la capacità di incutere negli altri le proprie convinzioni e le proprie emozioni) è una dote rara e tipica dei grandi uomini. Furia era uno di questi. Quando lui parlava, la gente lo ascoltava attenta, convinta. La cosa straordinaria ( adesso come negli anni passati !) è che anche i politici lo ascoltavano. Ricordo… (prosegue)
Cesare Guaita
Presidente del Gruppo Astronomico Tradatese

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Caro Salvatore,
vogliamo ricordarti come padre della meteorologia “prealpina”. E probabilmente la meteorologia italiana non sarebbe la stessa senza il tuo l’impegno e la dedizione al territorio. Un territorio che ha ricevuto tanto dal “Prof” fino a diventare una culla della meteorologia e della protezione civile.
Ci mancheranno quelle lunghe chiacchierate a parlare un po’ di tutto, dalla nuova cupola dell’osservatorio al bostrico, per arrivare fino agli aneddoti del passato più e meno recente e di come Varese e il suo clima siano cambiati negli anni.
Ricordo questo inverno, quando sono venuto a trovarti in ospedale e fuori dalla finestra ha cominciato a cadere la neve. Pensavo a come, per un amante degli eventi atmosferici e della neve, potesse essere difficile stare dall’altra parte e a come ti mancasse il tuo appuntamento mattutino con le previsioni al gazzettino padano. Nonostante tutto, hai sempre affrontato le avversità con un bel sorriso e tanta forza.
Grazie per tutto quello che hai fatto per il nostro territorio e per la voglia di trasmettere il tuo amore per la nostra Varese.
Non ti dimenticheremo Salvatore.
Gianluca Bertoni, Stefano Benvegnù, Marco Corno e gli amici di MeteoVarese porgono sentite condoglianze ai familiari

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Anche la comunità di Luvinate piange la scomparsa del prof. Salvatore Furia, “amico del nostro Paese da cui abbiamo ricevuto tanto e a cui abbiamo dato tanto”, commenta il Sindaco Silvano Calderato. 
Molti infatti non sanno che la Cittadella di Scienze della Natura situata in cima al Parco Campo dei Fiori si trova proprio sul territorio comunale di Luvinate. Per questo i rapporti fra il pionere delle stelle e Luvinate si svilupparono fin dalla costruzione, negli anni sessanta, dell’Osservatorio Astronomico.
Un legame che così continuò nel tempo, a partire dalla “Festa degli Alberi” quando l’allora parroco di Luvinate don Luigi Sironi portava annualmente i ragazzi in cima al Parco Campo dei Fiori in compagnia del prof. Furia, per piantare alberi sempre nuovi e per educare così i giovani alla tutela e al rispetto della natura.   
E l’amicizia verso Luvinate fu proprio uno degli argomenti dell’intervista rilasciata ai “Quaderni di Luvinate” nel numero di febbraio 2008: “Ho sempre avuto rapporti splendidi con Luvinate. Tra Luvinate e la Cittadella –ebbe a dire il prof. Furia- esiste un gemellaggio, quasi di sangue, di patria. Ho frequentato tutte le riunioni al palazzo comunale quando venne la tempesta del Parco Campo dei Fiori. Non fu facile quel periodo, le assemblee con la popolazione affollatissime ed io venivo contestato violentemente”. Ma lui non si arrese e non perse mai l’entusiasmo. “Oggi il Parco è una realtà incontestabile ed apprezzata”. 
E forse, proprio per questo cammino di condivisione, il primo Presidente del Parco Regionale Campo dei Fiori fu proprio Emilio Binda, Sindaco di Luvinate dal 1983 al 2001. “Il prof. Furia fu l’ideatore del Parco, il primo che sul territorio sposò in modo quasi profetico la battaglia per creare un’area di protezione e di tutela per la nostra montagna. Lui –prosegue Binda- lavorò intensamente per la nascita del Parco che oggi, dopo 25 anni dalla sua fondazione, è certamente uno dei regali più belli che il Prof. Furia lascia all’intero nostro territorio”.
La Comunità di Luvinate 
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Lo ricordo da lontano, dagli anni 50′ e 60′, da quando incominciò l’avventura della Cittadella della Scienza con l’acquisizione della donazione Zamberletti sulla cima del Campo dei Fiori. Il suo scientifico entusiasmo trovò sempre l’appoggio di tutti noi del Consiglio Comunale di Varese. Perdiamo un grande cittadino. Un abbraccio ai famigliari e a tutti i collaboratori della Cittadella.
Ambrogio Vaghi
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L’improvvisa scomparsa di Salvatore Furia lascia un grande vuoto in tutti i cittadini ed in special modo a noi della Sezione Varesina del Club Alpino Italiano.
La sua voce amica ascoltata la mattina con le previsioni meteo era solita accompagnarci nella scelta delle nostre gite in montagna, montagna che ha amato e tutelato con l’impegno di tutta una vita.
Insieme all’unanime cordoglio della nostra Città vorrei far giungere ai familiari ed ai suoi collaboratori anche quello dei Soci del CAI.
Pier Luigi Zanetti
Presidente CAI Varese
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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 agosto 2010
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