Matteo ora fa quel che vuole

La voce degli Sugarfree ha lasciato il gruppo e si è lanciato in un progetto da solista. Nell'intervista parla del suo singolo nuovo singolo e del prossimo album

E’ passato un po’ di tempo da “Cleptomania”, l’album che vinse nel 2005 il disco d’oro e di platino vendendo 60.000 copie e che catapultò gli Sugarfree nel panorama musicale italiano come una delle novità più interessanti.
Adesso i tempi sono cambiati e Matteo Amantia, la ex voce del gruppo, ha deciso si esordire come solista con un nuovo singolo dal titolo “Quel che vuoi” scritto da lui e da Kaballà (prolifico autore siciliano che collabora anche con Massimo Bubola, Carmen Consoli e Mario Venuti) che sarà presto seguito da un nuovo album.

Matteo, il titolo del tuo pezzo ha qualche riferimento alla tua scelta di lasciare il gruppo? Finalmente puoi fare anche tu “quel che vuoi”?

Veramente il titolo e la canzone non sono riferiti a me ma, effettivamente, un richiamo alla mia condizione attuale non è fuori luogo. Ho deciso di essere libero sotto tutti i punti di vista, per me era diventato indispensabile, avevo bisogno di esprimermi secondo la mia natura artistica e secondo il mio modo di intendere la musica. Tutti mi hanno detto che la scelta era rischiosa, perché lasciare un nome così importante e una carriera avviata sembrava una follia.

In effetti ci saranno voluti coraggio e determinazione.
Sentivo che quello che stavo facendo era una cosa non mia, non mi apparteneva fino in fondo. Certe scelte imposte da altri non rispondevano più ai miei desideri e certe canzoni non erano mie fino in fondo. Il dover essere per forza accattivanti nei confronti del pubblico, col rischio di non esprimere appieno e liberamente se stessi è una cosa che non mi appaga.

Così sei ritornato alle tue origini rock?
Ho cercato una formula che mantenesse l’impronta rock senza trascurare l’aspetto cantautoriale e facesse attenzione a certe sottigliezze, a certe atmosfere che per me sono l’aspetto irrinunciabile del mio lavoro.

Il tuo lavoro, quindi, è stato molto attento e per la prima volta slegato dai ritmi forsennati imposti dalle case discografiche.
Sì. Mi sono preso un anno intero per lavorare e non fare le cose troppo velocemente, per godermi il mio lavoro fin nei minini dettagli senza scadenze o regole da rispettare. E sono contento della scelta che ho fatto, mi sento più felice di prima.

E’ ancora importante sedersi, isolarsi e ascoltare musica per il gusto di farlo in una società in continua corsa come la nostra?
La musica, inconsciamente, è sempre importante. Ma è ancora più importante ascoltarla bene. Invece si tende sempre a sveltire tutto, ad accorciare i tempi su ogni cosa che facciamo. La musica non si può sempre e solo “consumare”, come invece si fa spesso.

E tu che musica ascolti?
Musica underground inglese e americana, musica nuova, originale. Adesso che musicalmente è stato detto tutto, per fare musica è necessario mischiare gli stessi ingredienti in modo diverso, Cercare nuove alchimie, nuove atmosfere.

Quindi in autunno il nuovo album?
Sì. Sono ancora indeciso sul titolo ma probabilmente sarà “Mister Hide”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 agosto 2010
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