Moschea, chiesa o tempio indù. Ma c’è un solo posto

Il sindaco Nicola Mucci conferma le scelte del Pgt: "Rispettiamo la legge: c'è un area con la possibilità di un luogo di culto. Ma non è detto che sia islamico"

Passano le estati, ma a Gallarate la questione della moschea – in occasione del mese di Ramadan – non cessa di far discutere. Mentre la comunità islamica e la chiesa locale continuano a sperimentare un dialogo coraggioso capace di attrarre l’attenzione dei media nazionali e internazionali, le prospettive per una soluzione definitiva rimangono ancora incerte. Gli occhi sono puntati sul Pgt, il nuovo strumento urbanistico che definisce come si utilizzerà il territorio nei prossimi anni. «Nel Pgt è indicata una previsione per un nuovo luogo di culto, come prevede la legge di Regione Lombardia» ribadisce il sindaco Nicola Mucci. «Che sia un luogo di culto islamico o meno, non lo si dice, è una previsione che può riguardare tutti i culti».
Su una cosa in molti sembrano essere d’accordo: la preghiera islamica nel periodo di Ramadan non ha creato, fino ad ora, problemi particolari. «La situazione è costantemente monitorata dalla Polizia Locale e dalle altre forze di polizia ed è assolutamente serena e tranquilla, non si sono registrati problemi di alcun tipo». Un quadro positivo condiviso anche dall’assessore alla sicurezza Paolo Cazzola, che ospite nel tendone del Ramadan sabato sera ha lodato la civiltà e l’attenzione dimostrata dalla comunità musulmana. «Non sono giunte neanche proteste da parte dei residenti, neppure attraverso la polizia locale» conclude Mucci.

Se da un lato si è finalmente superato l’approccio alla questione come problema di ordine pubblico, però, una soluzione definitiva è ancora lontana. Sabato scorso il prevosto don Franco Carnevali è tornato a chiedere che tutte le comunità religiose presenti in città abbiano «un luogo di culto non precario nè provvisorio» e ha sottolineato come l’offerta di uno spazio da parte della parrocchia di Arnate alla comunità musulmana fosse solo un elemento per favorire il dialogo e non una soluzione ottimale. Se ne terrà conto nel nuovo Pgt? «Nel nuovo Piano di Governo del Territorio applicheremo integralmente quanto previsto dalla legislazione vigente della Regione Lombardia, che ha norme precise sui luoghi di culto».
In origine era prevista un’area specifica, poi invece destinata a edilizia residenziale pubblica. Ora rimane invece solo la possibilità di inserire un luogo di culto in una delle zone da urbanizzare a Madonna in Campagna, uno degli "ambiti di trasformazione" ex-Sky City. «Non si tratta di un’area pubblica, ma di un comparto privato» specifica Mucci. Il che significa che l’eventuale luogo di culto sarà realizzato se interessa in qualche modo al costruttore. «Un’area di culto è prevista. Sottolineo però anche un altro aspetto: si tratta di una previsione obbligatoria che riguarda tutti i culti, da nessuna parte c’è un riferimento che indichi che ci sarà un luogo islamico». E quindi in quell’area potrebbe starci qualsiasi confessione: un centro islamico o magari un tempio indù o anche solo una "normale" chiesa cattolica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 agosto 2010
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