Nuovi alberghi e polemiche nel futuro dell’aeroporto

Il nuovo Sheraton aprirà a fine settembre ed il 7 ottobre scade il bando per la struttura low cost del T2. Federalberghi ed il sindaco di Lonate Gelosa storcono il naso e chiedono più coinvolgimento

Il nuovo Sheraton al T1Nuovi alberghi all’interno dell’aeroporto, sindaci e associazione di categoria sul piede di guerra. Da una parte c’è il dato della nascita di due nuove strutture, una quasi ultimata e l’altra ancora in fase di studio: la prima è lo Sheraton all’interno del terminal 1, mega complesso avveniristico quattro stelle da 443 camere disposte su tre piani da 110 euro a notte come prezzo medio stimato (nell’area di Malpensa il prezzo medio di vendita di una camera si aggira tra i 60 e gli 85 euro), con sala conferenze per più di mille persone, area fitness e spa che aprirà a fine settembre (le prenotazioni possono essere effettuate dal 1 settembre); la seconda è quella in fase di studio al terminal 2, una struttura low cost da 150 camere le cui offerte per la realizzazione sono attese per il prossimo 7 ottobre, mentre Sea spera di dare il via ai lavori a inizio 2011 e terminarli nel giro di 9 mesi. Due progetti differenti, uno dedicato ai passeggeri business, l’altro a quelli che scelgono di viaggiare low cost nel terminal dedicato quasi esclusivamente alla compagnia inglese easyJet.
 
Se Sea gongola e si aspetta di poter chiudere in tempi brevi la partita anche per il secondo albergo, a protestare e contestare le scelte del gestore aeroportuale e della politica regionale in genere sono il presidente di Federalberghi Guido Brovelli e alcuni sindaci dell’area di Malpensa. Brovelli non nasconde la preoccupazione che c’è tra gli operatori del settore, in un momento non certo positivo. Sheraton entrerà in concorrenza con le altre strutture dell’area aeroportuale (e a breve vedranno la luce altre due strutture alberghiere per un totale di 300 camere). La speranza degli albergatori sta nella grande sala conferenze da oltre mille posti: lo Sheraton ha infatti “solo” 400 stanze, ed il resto degli eventuali ospiti invitati a convegni ed assemblee potrebbero essere dirottati in altre strutture della zona.
 
Nemmeno il primo cittadino di Lonate Pozzolo Piergiulio Gelosa ha accolto col sorriso sulle Una veduta di Malpensalabbra la notizia di un nuovo albergo al terminal 2. Non tanto per la concorrenza nei confronti di chi già opera sul territorio, quanto per la mancanza di condivisione delle scelte del gestore dell’aeroporto. L’apertura del bando per la realizzazione del nuovo albergo low cost è stata infatti un fulmine a ciel sereno per il primo cittadino lonatese: a fronte delle promesse sancite in un documento che il consiglio regionale ha deliberato solo poche settimane fa, Sea ha deciso per conto suo senza coinvolgere il territorio. Questo in un momento nel quale lo spettro della terza pista si allunga sempre più concretamente su Lonate Pozzolo e sul Parco del Ticino e sul futuro delle case delocalizzate non ci sono ancora certezze. Nel piano industriale di Sea si parla di sviluppi enormi, che prevedono l’aumento di passeggeri fino a raddoppiare i volumi attuali, il nuovo terzo terzo, il restyling del T1 e del T2, lo sviluppo della cargo city, nuovi sistemi di volo e nuovi edifici, la tanto discussa terza pista e il primo lotto del terminal 3. Una serie di novità che il territorio pretende di poter, se non gestire, almeno influenzare.

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Il nuovo Sheraton a Malpensa 4 di 16
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 agosto 2010
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