PalaBorsani, Insieme per Castellanza: “Niente incassi e solo spese?”

La consigliera comunale Zaffaroni (IpC), critica verso la gestione dell'impianto, prende di mira il contratto d'affitto con la Mc Carnaghi Villa Cortese. L'assessore Tornaghi: "Ci resteranno le strutture ampliate"

In riva all’Olona la questione dibattuta è quella del PalaBorsani, il palazzetto dello sport di Castellanza. Struttura divenuta improvvisamente snodo chiave dello sport a livello nazionale grazie agli allori colti dalle ottime pallavoliste della MCCarnaghi Villa Cortese, vicecampionesse d’Italia nella massima divisione, che qui hanno la loro "tana", a pochi chilometri dalle cugine-rivali della Yamamay Busto Arsizio. Se già un mese fa l’opposizione attaccava a spron battuto sui lavori di miglioria previsti in loco, sul sito di Insieme per Castellanza (IpC), che già scalpita in vista delle elezioni della prossima primavera, campeggia ora una serie di conteggi minuziosi sui costi (e sui presunti mancati benefici per la città) dell’"operazione volley". Sui quotidiani si scambiavano bordate già nei giorni scorsi l’ex assessore al bilancio Tiziano Langé, da un paio d’anni in rotta con gli ex compagni di giunta, e l’assessore allo sport Tornaghi, riguardo a questioni tariffarie ed altro: i numeri di IpC vanno a dar manforte alle critiche all’amministrazione per la gestione della vicenda.
I costi del PalaBorsani, nel contratto triennale di affitto, sono stati così ripartiti: 210.000 euro a carico della società di volley, 150.000 a carico di Castellanza Servizi, 99.000 a carico del Comune, Più iva, naturalmente. Villa Cortese (la squadra ndr) pagherà 70.000 euro l’anno per l’affitto. A farsi carico delle utenze è Castellanza Servizi: ma IpC vuol capire cosa vogliano dire alcuni articoli del contratto, visto che risulterebbe che il canone (art. 13) può andare a compensazione con un importo, esattamente di 210.000 euro più iva, che la stessa Castellanza Servizi riconoscerebbe alla società sportiva a titolo di quota parte delle spese (art. 17). La domanda che la consigliera comunale Lidia Zaffaroni pone è: "non beccheremo un quattrino d’affitto? e per di più ci facciamo carico delle utenze?" «Ce l’hanno "venduta" in consiglio come se queste cifre fossero "reali", poi siamo andati a leggere bene il contratto… Lo credo che la società di volley è venuta qui, a queste condizioni» osserva Zaffaroni «C’è stata mancanza di trasparenza e di chiarezza, ma anche una gestione non oculata delle risorse comunali, soprattutto in questo periodo».
L’assessore Simone Tornaghi replica senza scomporsi. «Se non ci fosse qui la McCarnaghi, non ci sarebbe nemmeno un affitto. E in ogni caso, nel momento in cui andasse via a contratto scaduto, ci resteranno le strutture costruite nel frattempo». In testa le tribune per ottenere l’agibilità per il campionato di A1, che portano la capacità del palazzetto a oltre 1500 spettatori. Per le partite di coppe invece i requisiti sono tali da dover cercare sede altrove, a Milano. «Se alla fine Castellanza incassa? Ma certo, ad esempio organizzando eventi che con più spazio e posti a disposizione attirerano pubblico. Poi avremo più spazi a disposizione anche per le socieà sportive cittadine». Che numerose utilizzano l’impianto, in più ambiti, dal basket alle arti marziali. Tornaghi non nega, comunque, che alla fine l’accordo con la società di volley risulti in pari. Nella sostanza, quello fra opposizione e giunta Farisoglio appare qui una sorta di dialogo a distanza fra parlanti di lingue molto diverse. Insieme per Castellanza si concentra sul qui e ora, sul conquibus dell’operazione, denunciandone la scarsa o nulla utilità immediata: la giunta su quanto ne verrà in futuro. E il vecchio dilemma dell’uovo oggi o la gallina domani si ripropone ancora una volta.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 agosto 2010
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