Parrocchia dei Frati, padre Giancarlo va in Duomo

Andrà a svolgere il compito di penitenziere (confessore) a Milano. "Lascio una Busto che si interroga sulla sua identità: e forse anche gli accorpamenti di parrocchie la aiuteranno ad avere uno sguardo più ampio"

Chi va, e chi viene: Busto città di arrivi e partenze. Non è una novità, ma a volte sono anche i parroci  partire: e a volte dispiace "perdere" persone rispettate e benvolute, anche al di fuori della cerchia dei fedeli più attivi. È il caso di padre Giancarlo Colombo, che in questi giorni lascia la parrocchia dei Frati Minori. Un cambio "regolare", di quelli che ormai con una certa frequenza "ridistribuiscono" sacerdoti all’interno della fittissima rete di parrocchie della diocesi ambrosiana.
Padre Giancarlo andrà a Milano in una sede quanto mai prestigiosa: il Duomo, dove sarà confessore. Tecnicamente "penitenziere". Un "superconfessore", diciamo così, che operando all’interno di una cattedrale può assumersi il compito di assolvere da tipi di colpe morali che normalmente il sacerdote "semplice" non potrebbe trattare, dovendole lasciare ai superiori.

Il parroco uscente saluterà la comunità domenica 18 settembre con una Messa di commiato delle 10,30. Gli succederà padre Giovanni Rinaldi, già guardiano (superiore) della Casa francescana di Busto. Padre Giancarlo, dicevamo, lascia un buona eredità anche "fuori" dalle mura della chiesa di piazza Mora e del convento adiacente: qualche suo intervento pubblico ha contribuito a stemperare polemiche, ricucire antiche cesure d’ordine ideologico, riconoscere la comunità come corpo unico invece che atomizzato e diviso. Che città lascia? gli chiediamo. «Una Busto che si interroga sulla sua identità» risponde. «Spero che ciò non la porti solo a guardare al passato, ma anche al suo presente, all’oggi. Perchè un rischio è quello appunto delle nostalgie, quando chi viene da fuori delle tradizioni della città non sa nulla. L’altro rischio però è quello del dormitorio, della città tanto bella da vivere, tanto poi si lavora altrove, il sabato si va a Milano…» E quanto alle confessioni, senza violare alcun segreto, i bustocchi come sono? Grandi o piccoli peccatori? Padre Giancarlo sorride. «C’è una buona frequentazione ai riti a Busto, questo è vero. Ma c’è anche a volte del formalismo. Per fare un esempio: chi viene a confessarsi, per dire una volta al mese, "perchè si deve" dice, ma poi non sa bene "cosa" debba confessare…» .
Padre Giancarlo ritiene che per smuovere un po’ le acque sarà utile anche il discorso dell’accorpamento tra parrocchie in corso in questi anni: «Darà forse uno sguardo più ampio, non limitato ognuno al suo campanile». In fondo l’aveva detto anche il cardinale Tettamanzi in una sua visita di qualche anno fa: ama la parrocchia altrui come la tua. A proposite di parrocchie in via di sparizione, si stava diffondendo la voce che anche quella dei Frati, una delle più "giovani" della città (la chiesa del Sacro Cuore compie cent’anni nel 2011, ma è parrocchiale solo dal 1983), fosse a rischio. La realtà è più complessa: la parrocchia per ora resta, in futuro si vedrà. «Nel congresso triennale della "provincia" lombarda dell’Ordine si è fatto come sempre il punto sull’attività: e tra le proposte c’era anche quella di rivedere, in tutta la regione, la nostra presenza. Come saprete non è solo a Busto che cambia il vertice della parrocchia, ma anche alla Brunella di Varese; con il Giambellino di Milano queste sono le tre parrocchie che amministriamo. In tutta la Lombardia siamo circa 150 frati su una dozzina di "Case"; stiamo riprensando la nostra presenza, e come renderla incisiva e visibile, proprio come francescani». Saranno i prossimi tre anni a dire come evolverà la situazione. Quello degli accorpamenti delle parrocchie, indipendentemente dai singoli casi, appare però un movimento inevitabile, allo stato attuale, a meno di non "importare" celebranti da mezzo mondo. Un po’ per la crisi di vocazioni, un po’ per i costi, un po’ per i profondi cambiamenti e la secolarizzazione della società.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 agosto 2010
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