Pescatori, Mirabelli: “L’assessore non mi ha risposto”

Botta e risposta fra il consigliere comunale e Specchiarelli, titolare dall'assessprato all’Agricoltura-Caccia-Pesca

Dopo la risposta dell’assessore Specchiarelli sul vademecum dei pescatori, il consigliere comunale del Pd Fabrizio Mirabelli risponde.

Le mie critiche al libretto segnacatture, di cui, peraltro, non avevo esitato a riconoscere la bontà e le potenzialità, devono avere proprio colto nel segno se l’Assessore all’Agricoltura-Caccia-Pesca  Specchiarelli si è scomodato a rispondere.
Peccato che la risposta dell’Assessore, con tono arrogante tipico di chi è abituato a rendere conto malvolentieri del proprio operato, in realtà, non risponda affatto a parecchi dei quesiti che mi ero permesso di porgli.
1.Prendo atto, innanzi tutto, del fatto che l’Assessore non smentisce quanto da me affermato ovvero che sul libretto segnacatture  svizzero, di cui quello della provincia di Varese, purtroppo, è solo una cattiva imitazione, non esiste alcuno spazio riservato all’autorità politica che lo rilascia. Per giustificare, in qualche modo, la presenza, all’inizio  del nostro libretto, di una sua foto, con tanto di breve intervento, si limita a “fornire assicurazione che non sussiste l’obbligo di doverla osservare, potendosi passare tranquillamente alla pagina successiva”. Nulla ritiene di dovere dire relativamente alla pessima abitudine di farsi pubblicità elettorale a spese dei cittadini contribuenti.
2.Singolare è anche che un ente come la provincia, che dovrebbe porsi sempre anche un intento educativo, tenti di giustificare il suo ripetuto sbaglio (ad esempio, nelle pagine 50-51-64-73-74-75, ecc.) relativo ai simboli che universalmente servono per contraddistinguere i metri e i grammi, indicati erroneamente con mt e gr al posto di m  e g, asserendo che “tale argomento figurerebbe più degnamente in una interrogazione scolastica di matematica” e che “la gente comune, al posto di quelli ufficiali, utilizza correntemente, quelli usati dalla provincia di Varese ”.  Ciò significa che, coerentemente, la provincia, presto, intende indicare i chilometri e i chilogrammi, multipli di metri e grammi, con kmt e kgr al posto di km e kg? Per la serie vai avanti tu che a me scappa da ridere!
3.Incredibile, poi, è che, si consigli ai pescatori di consultare il dizionario italiano alla voce “effemeridi” per sapere l’ora precisa del sorgere e del tramontare del sole, ovvero del momento in cui può iniziare e deve finire l’attività di pesca con gli strumenti utilizzabili nelle acque  soggette alla convenzione italo elvetica. Non sarebbe meglio copiare gli svizzeri che indicano le ore esatte, per evitare qualsiasi tipo di contestazione?
L’Assessore Specchiarelli, poi, forse perché troppo irritato, casualmente, si dimentica di rispondere ad altri tre quesiti di utilità pubblica:
1.perché sul nostro libretto, a differenza di quello svizzero, in caso di controllo da parte degli Agenti di Vigilanza, non è previsto uno spazio loro riservato dove possano annotare l’esito del controllo effettuato?
2.gli Agenti di Vigilanza, incaricati dei controlli, sono stati messi a conoscenza del contenuto del libretto tramite un apposito corso di cui è dimostrabile la frequenza?
3.perché non è richiesto a coloro che, per la prima volta, acquistano una licenza di pesca, di attestare, attraverso la frequentazione di un apposito corso provinciale di istruzione in collaborazione con la Federazione Italiana Pesca Sportiva, di avere sufficienti conoscenze in materia di pesca?
Quanto  alle arcate del ponte di Melide citate a pagina 51, che non c’entrano nulla con la provincia di Varese, dato che non si può pescare con la licenza italiana in territorio svizzero, pur prendendo per buona la spiegazione dell’Assessore che si è trattato di un refuso, mi auguro che si possa porre rimedio nella prossima edizione del libretto.
Morale della favola: la FIPSAS e le associazioni piscatorie rappresentate all’interno della Consulta Pesca hanno avvallato la stesura definitiva del libretto? Male, visto che nessuno si è accorto degli errori e delle lacune da me segnalati. Non basta fare ma occorre fare bene. Ribadisco la mia convinzione che l’Assessore, oltre a preoccuparsi della pubblicazione della sua foto, è responsabile del contenuto nel senso che deve verificare il lavoro dei suoi collaboratori. Credo che tanta superficialità e approssimazione, confermati anche dalla sua risposta, rischiano solo di dare ragione ai suoi colleghi di partito che, prima delle elezioni, avevano annunciato l’intenzione di abolire le province. Per quanto mi riguarda, ritengo che i soldi provenienti dalle tasse salatissime che pagano i pescatori del nostro territorio meritino un utilizzo più oculato.
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 agosto 2010
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