Prorogata la sospensione dei debiti

Finora la moratoria ha registrato adesioni che hanno comportato dilazionamenti per un importo superiore ai 6,1 milioni di euro

Viene prorogata sino al 31 gennaio 2011 la possibilità per le piccole e medie imprese di accedere alla sospensione dei debiti verso il sistema creditizio e quindi di beneficiare della "moratoria regionale" varata a fine 2009.
Finora la moratoria ha registrato adesioni che hanno comportato dilazionamenti per un importo superiore ai 6,1 milioni di euro.
Lo prevede una delibera presentata dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni di concerto con il vicepresidente e assessore all’Industria, Andrea Gibelli, l’assessore al Bilancio, Romano Colozzi, e l’assessore al Commercio e Turismo, Stefano Maullu, approvata oggi dalla Giunta. La delibera proroga l’adesione di Regione Lombardia al patto sottoscritto in materia tra Ministero dell’Economia e delle Finanze, Associazione Banche Italiane e le altre Associazioni di rappresentanza delle imprese. Si tratta del cosiddetto "Avviso Comune" per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio cui Regione Lombardia ha aderito nel dicembre 2009, con riferimento alle iniziative di agevolazione in cofinanziamento bancario. Non solo: la Lombardia ha esteso l’ambito di applicazione dell’Avviso anche ai finanziamenti e alle operazioni creditizie e finanziarie con agevolazioni nella forma di contributo interessi, individuando gli interventi e le misure di incentivazione interessate. In terzo luogo ha attivato un’autonoma iniziativa di sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese, la "moratoria regionale", appunto, che fa riferimento agli interventi e alle leggi di incentivazione finanziarie a valere esclusivamente su risorse regionali, nella forma tecnica del finanziamento a medio/lungo termine. Tale moratoria ha abilitato ad usufruire dei vantaggi anche le imprese finanziate da Finlombarda in cofinanziamento con il
sistema del credito.
"Ora l’iniziativa, con questa proroga – ha commentato il presidente Formigoni – continuerà a dare respiro alle pmi lombarde e favorire così gli imprenditori che, per superare il momento della crisi, si impegnano in una strada virtuosa e produttiva".
"Questa decisione – ha detto il vice presidente Gibelli – favorirà sicuramente anche l’occupazione. E’ un tema, questo, assolutamente importante per la nostra regione. Nelle imprese rimarranno capitali che potranno essere utilizzati non solo per gli investimenti in macchine e strumentazioni, ma anche per il tema del lavoro sempre più preponderante. Una misura – ha concluso Gibelli – che serve proprio per battere la crisi non
ancora del tutto superata".
In concreto, la moratoria prevede la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate o di quella implicita nei canoni di operazioni di leasing immobiliare (per 6 mesi in caso di leasing mobiliari). Le rate devono essere in scadenza o già scadute (non pagate o pagate solo parzialmente) da non più di 180 giorni alla data di presentazione della domanda da parte dell’impresa. Il provvedimento del 2009 aveva inoltre già
previsto l’estensione dell’applicazione della moratoria alle agevolazioni in conto capitale e in conto interessi, che è stata recepita dall’accordo nazionale lo scorso gennaio. La "finestra" di 12 mesi offerta alle pmi vuole essere anche uno stimolo per rafforzare il rapporto tra le imprese e il sistema bancario: è decisivo che questo rapporto sia forte e bilanciato, dando un sostegno concreto a quanti desiderano proseguire nella loro
attività puntando su nuovi investimenti, senza intaccare il livello degli occupati.
Nel 2009/2010 Regione Lombardia ha espresso un impegno straordinario per aiutare economia ed occupazione a fronteggiare la crisi: 1 miliardo di aiuti alle imprese e 3 miliardi di risorse mobilitate grazie alle garanzie regionali sui crediti;
1,5 miliardi per gli ammortizzatori sociali; l’estensione della cassa integrazione anche ai lavoratori temporanei e ai precari della scuola; la ‘dote lavoro’, che associa l’integrazione al
reddito alla riqualificazione del lavoratore in vista del suore inserimento nel mercato del lavoro a un livello anche più alto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 agosto 2010
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