Regalia: “Mercato povero, Pro Patria ricca di spirito”

Il direttore sportivo della società biancoblu, a pochi giorni dall'inizio del campionato di Seconda Divisione, sprona i suoi giocatori: «Dobbiamo mostrare forza e carattere su tutti i campi»

A pochi giorni dall’inizio del campionato di Seconda divisione, il nuovo direttore sportivo della Pro Patria Carlo Regalia fa il punto sulla squadra, sul mercato, sul carattere della propria compagine e soprattutto sull’immagine della società, profondamente cambiata dopo la dolorosa retrocessione della scorsa stagione.

Regalia, come ha visto la squadra nelle ultime uscite di Coppa Italia contro Lecco, Pergocrema e Tritium?
«Direi che il giudizio fino a questo momento il mio giudizio è abbastanza buono: ho visto una squadra reattiva e vogliosa, che ha tutta la volontà di fare bene anche in futuro».

Ci sono ancora alcuni giorni di manovra: quali saranno le prossime mosse della Pro sul mercato?
«Dopo aver messo sotto contratto il portiere Andreoletti faremo firmare anche i due giovani che avevamo in prova, Janvier e Dell’Acqua, ma fino a che non riusciremo a vendere sarà difficile tornare a intavolare trattative».

Quali sono stati i maggiori problemi di questa estate, per quanto riguarda il mercato?
«Possiamo dire che il calcio si è "impoverito". Le ventidue squadre che sono fallite hanno aperto un solco nel quale nessuno vuole più cadere. Le società stanno maggiormente attente al bilancio e spendono meno, magari a discapito del proprio parco giocatori».

Nella vostra rosa ci sono atleti che hanno già manifestato l’interesse di andare via: cosa è mancato per la loro cessione?
«Volere non sempre è potere. Inoltre ci sono alcuni nostri tesserati che percepiscono degli stipendi abbastanza alti per la categoria e si scontrano con le attuali possibilità economiche delle squadre interessate ad acquistarli».

Quindi possiamo dire che Anania sarà il portiere della Pro per la prossima stagione? E Giambruno che fine ha fatto?
«Sì, credo proprio che Anania (foto a lato) sarà il nostro numero uno, così come rimarranno molti altri ragazzi che potevano partire. Giambruno ormai fa parte del passato della Pro, è definitivamente al di fuori della nostra rosa».

Secondo lei che campionato sarà quello che comincerà domenica?
«Non voglio sentir dire che vinceremo facilmente: siamo tra i favoriti ma senza vincere sul campo non si va lontano. Credo che i veri valori usciranno dopo le prime quattro o cinque giornate. Sento dire che chi affronterà la Pro metterà in campo qualcosa in più ma è un discorso che non mi piace: la mia squadra deve essere sempre affamata e deve aver voglia di dimostrare la forza e il carattere».

Tifosi e appassionati hanno notato un cambiamento in positivo dell’immagine della società verso l’esterno, lei cosa ne pensa?
«Fa piacere perché infondere positività all’ambiente sarà uno dei nostri obiettivi. Vogliamo far capire che siamo una società seria e professionale, legata alla città e ai nostri tifosi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 agosto 2010
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