Se ne va la macina dedicata all’antifascista-sindacalista

La macina in ricordo del “Misto” (Ormisda Grassi) spostata in un giardinetto. Il sindaco: “Non vogliamo offendere nessuno, solo questione di rispetto delle regole”

Nessuna intenzione di cavalcare politicamente la questione della rotonda del “Misto” – sindacalista della fabbrica di ceramica, e antifascista – solo far rispettare la legge e il parere della polizia stradale.
Queste le parole del sindaco di Laveno Mombello Graziella Giacon, leghista, a chiosa della vicenda che nei giorni scorsi ha provocato numerose polemiche sull’arredo della rotatoria: una macina posizionata dalla precedente amministrazione di centrosinistra in ricordo dei lavoratori della ceramica. Rotatoria, per la cronaca, che oggi, 9 agosto, è stata spogliata del suo addobbo, spostato in un vicino giardinetto.
«Ma in quella rotatoria un ricordo ai sacrifici dei lavoratori della ceramica di Laveno Mombello verrà realizzato, a settembre predisporremo un concorso di idee aperto ai cittadini e alle scuole per non dimenticare il grande impegno di questi lavoratori».
La polemica nasce dopo che qualche tempo tempo fa nella zona vicina alla caserma dei carabinieri di Laveno Mombello venne posizionata a macina dall’allora amministrazione guidata dal sindaco Ercole Ielmini. Poi, nel marzo scorso i distinguo da parte di un consigliere provinciale (Roberto Morselli, della Lega: “la provincia ha una parte di competenze sulle rotatorie”) «e il successivo arrivo della comunicazione della polizia stradale, a elezioni avvenute, circa un parere che sconsigliava il posizionamento della macina» aggiunge il sindaco Giacon.
Lo stesso Ielimini, vista l’intenzione dell’amministrazione di rimuovere la macina, ha inviato a varesenews una piccata lettera di protesta.
«Per il comune è un atto dovuto non possiamo di certo ignorare il parere della polizia locale – continua il sindaco – . Inoltre anche il presidente dell’associazione “Italia Nostra” aveva dato un parere negativo, dal punto di vista estetico, alla rotatoria».
Quindi questa mattina la macina è stata rimossa e, come si diceva, posizionata in un’area verde sotto il cavalcavia.
Solo due giorni fa alla redazione arrivò una lettera si protesta, firmata da Francesco Ottone, “nipote di Ormisda Grassi detto Misto, l’antifascista e perseguitato politico (confinato a Ponza) al quale la giunta di centrosinistra guidata da Ielmini ha intitolato la rotonda di via Martiri della Libertà a Laveno Mombello”. Anche in questo caso – come avvenuto per i commenti pubblicati in calce alla lettera al direttore dell’ex sindaco e ora consigliere di minoranza Ielmini – le parole rivolte all’amministrazione non sono state tenere: “che volete che interessi a questi amministratori del lavoro di tanti ceramisti? Qualcuno di loro ha mai lavorato in ceramica?” scrive Francesco Ottone. Il sindaco Giacon ribadisce: «Non era intenzione dell’amministrazione mancare di rispetto ai lavoratori».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 agosto 2010
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