Sequestrate le villette del trafficante di droga

Il tribunale dispone il blocco di un cantiere, sigilli di gdf e carabinieri. Indaga l'antimafia, un'operazione che segue i 20 arresti di gennaio per traffico di droga di una banda con base a Saronno

Sarà difficile, da oggi, comperare le otto villette del complesso “Mimosa” di Magnago, a due passi da Busto Arsizio: il tribunale di Varese le ha fatte sequestrare in quanto provento di droga. Il provvedimento è stato chiesto dal pm Rossana Penna della procura distrettuale antimafia di Milano ed eseguito dalla Guardia di finanza di Bologna e dai carabinieri di Varese. Si tratta di un complesso immobiliare, oramai praticamente ultimato, costituito da appartamenti e villette unifamiliari, in via Morandi e via Grandi, del valore di 3 milioni di euro.

Per la sua realizzazione era stata costituita una società intestata a un prestanome, ma il vero "dominus" era Giorgio Salvatore Loccisano, 50 anni, di origine calabrese, ufficialmente imprenditore edile, accusato di essere il capo di una banda di narcotrafficanti con ramificazioni in Colombia, e precedenti criminali che, secondo le accuse, hanno radici nella ‘ndrangheta calabrese. Loccisano è ora in carcere a Vigevano, ma da tempo era residente a Saronno, città in cui si era stabilito a seguito di un divieto di soggiorno nei luoghi di origine.

Secondo quanto risulta ai carabinieri, infatti, è stato condannato nel 2001 per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, e indagato nel 1988 in quanto ritenuto affiliato alla cosca Ierinò di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria).

L’uomo è coinvolto nell’operazione “Mimosa”, portata a termine del reparto operativo dei carabinieri di Varese, con la quale sono state arrestate 20 persone a gennaio, e intercettati 27chili di cocaina e 500 chili di hashish.

Il sequestro delle villette è consentito dalle norme sul contrasto dei patrimoni criminali. Uno strumento formidabile per azzoppare il riciclaggio di soldi sporchi da parte delle mafie; in questi procedimenti l’onere della prova spetta agli indagati e non alla polizia giudiziaria. Inoltre i giudici possono emettere provvedimenti anche quando i beni, secondo gli indizi raccolti, sono intestati a familiari o a prestanome. Il tribunale di Varese sta già procedendo per altri casi simili. Alcune villette intestate a uomini legati ai calabresi arrestati per l’operazione "Bad boys" sono state sequestrate qualche mese fa. Infine va ricordato che la nuova sede della polizia stradale di Varese sarà ricavata proprio da una villetta sottratta anni fa a un boss.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 agosto 2010
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