Truffe agli anziani, il “112” dei carabinieri ne sventa tre

tre diverse signore, accomunate tra loro dal fatto di vivere da sole, sono state raggiunte ciascuna da telefonate sospette

Scampato pericolo per tre pensionate di Rho grazie all’operatore del 112 della Centrale Operativa del Comando carabinieri. Questa mattina, tre diverse signore, accomunate tra loro dal fatto di vivere da sole, sono state raggiunte ciascuna da una telefonata con la quale uno sconosciuto presentandosi come compagno di scuola o di lavoro del nipote, raccontava loro che il congiunto si trovava di fronte ad una concessionaria ed aveva il desiderio di comperare un’auto.
Per carpire la fiducia delle vittime prescelte, approfittando del fatto che fossero anziane, riuscivano con uno stratagemma a carpire il nome del nipote e potevano continuare a sostenere la parte dell’amico.
Per fortuna, anche grazie alla campagne d’informazione cui ha partecipato anche il Comando Compagnia di Rho in più occasioni, senza contare i contributi di popolari trasmissioni  televisive, ognuna delle tre donne, la signora Emma di 77 anni, Ernesta di 85, e Giuseppina 76  hanno pensato di consultarsi con il 112, il numero di emergenza attestato alla Centrale Operativa del Comando Compagnia,  cui risponde  sempre, a qualsiasi ora della giornata, personale dell’Arma appositamente scelto  per specifiche competenze tecnico professionali ed un buon bagaglio di esperienze maturate per strada a contatto ed a servizio del cittadino.
Come precisa il Capitano Lorenzo Caruso, Comandante del Nucleo Operativo della Compagnia di Rho, da cui dipende la Centrale Operativa ed il servizio di "pronto intervento 112",  Il militare ha potuto svolgere quell’opera di "rassicurazione sociale" che altro non é che la sintesi dei tre principali compiti d’istituto dell’Arma dei Carabinieri quale forza armata in servizio permanente di polizia: prevenzione, repressione ma anche informazione.  Ogni cittadino può chiamare al 112 per qualsiasi esigenza che sia collegata alle tre voci sopra indicate: dunque non solo la segnalazione di qualsiasi turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica ma anche per ottenere informazioni su qualsiasi aspetto o quesito attinente alla sicurezza che lo riguardi. Fra questi anche le situazioni di sospetto. Se così avesse fatto questa mattina il signor Luigi, pensionato di 85 anni di Cornaredo, avrebbe evitato di subire un furto di 7000 euro ad opera di due sedicenti operai dell’acquedotto che gli si sono presentati in casa con modi gentili e riguardosi, informandolo che aveva pagato l’ultima bolletta dell’acqua con una banconota falsa. Con questa scusa, hanno convinto l’anziano signore a verificare se per caso in casa avesse altre banconote false. L’uomo è andato a prendere i soldi che teneva in casa in cantina all’interno di una cassapanca e li ha mostrati ai due sciagurati: insieme hanno verificato che le banconote erano genuine e quindi li riponeva nel nascondiglio. Il resto é avvenuto secondo modi di operare ormai consolidati: uno dei due lo tratteneva con argomentazioni varie mentre l’altro con la scusa di andare in bagno, ritonava in cantina e si appropriava del denaro. Solo dopo che se ne erano andati via in maniera eccessivamente frettolosa, il Sig. Luigi si insospettiva ed andava a controllare se il denaro fosse dove lo aveva lasciato e non trovandolo, informava i carabinieri.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 agosto 2010
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