Un occhio alle stelle e uno alla sua terra

Il ricordo del direttore Marco Giovannelli: "Ha vissuto in una terra di confini sapendoli rispettare ma anche superare altrimenti l'osservatorio e la cittadella della scienza del Campo dei fiori non esisterebbero"

Salvatore Furia è stato un simbolo della Varese degli ultimi decenni. Mite e passionale, rigoroso e determinato. Ha vissuto in una terra di confini sapendoli rispettare ma anche superare altrimenti l’osservatorio e la cittadella della scienza del Campo dei fiori non esisterebbero. Il suo merito maggiore è quello di aver creduto fermamente nella ricerca e divulgazione scientifica partendo dalle persone. È un piacere ricordarlo in mezzo alle scolaresche a spiegare e raccontare storie. Aveva una passione per quello che faceva e la sapeva trasmettere. Lascia un patrimonio immenso. Da uomo del sud quale era, sapeva costruire relazioni facendo gruppo. La sua attività, senza di lui sarà un po’ più povera, ma proseguirà in modo egregio perché la Cittadella è gestita da un gruppo che ama il proprio lavoro.
A lui, ai suoi cari, ai suoi collaboratori il nostro cordoglio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 agosto 2010
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