“Un tridente per far ripartire il centrosinistra”

Intervento di Alessandro Milani, dell'Italia dei Valori di Varese, in merito all'attuale situazione politica

Riceviamo e pubblichiamo

Il tridente Di Pietro, Marino, Vendola è la carta da giocare per un centrosinistra che intenda rinnovarsi e vincere le elezioni. L’elettorato di centrosinistra che oggi si astiene dal voto avrebbe una valida motivazione per ritornare alle urne e ritrovare lo spirito combattivo che sembrava essersi esaurito in questi ultimi anni.
Il premier del centrodestra e la sua coalizione, dopo gli ultimi eventi, si sono ridimensionati e finalmente si può pensare ad un confronto, veramente democratico, fondato sulle idee.
Inutile perdere tempo in primarie per la determinazione del Leader che, sino ad oggi, si sono dimostrate un boomerang  in quanto hanno prodotto divisioni e malumori ma non hanno portato ad un reale e costruttivo rapporto di collaborazione; meglio il riscontro oggettivo dato dai risultati delle urne che rispecchia la volontà reale degli elettori.
Il progetto politico non può più fermarsi alla sola competizione elettorale ma deve andare oltre e prevedere la costruzione di una coalizione che nella sintesi delle idee sa trovare i suoi stimoli per arrivare a definire una reale opposizione con un programma politico alternativo e con visioni politiche realmente riformiste.
Il programma politico di governo deve affrontare i problemi reali del paese e non può più essere un compromesso fra le esigenza delle varie lobby che sostengono i diversi partiti o, peggio, i loro capipopolo; oggi le due priorità assolute sono il lavoro e il debito pubblico, da cui un Governo responsabile non può e non deve prescindere e pertanto è su questi punti che si deve lavorare cercando soluzioni definitive e non azioni tampone come solito fare l’attuale governo.
I presupposti per un centrosinistra nuovo, vitale e produttivo non mancano; ora bisogna verificare se c’è la volontà ad applicarli o si preferisce vivere sulla rendita di posizioni che avvantaggiano i pochi privilegiati che da decenni calcano la scena politica indisturbati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 agosto 2010
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