Una via per Furia ma che non sia la solita bufala

Edgardo Sogno statista? Una fesseria. Renato Guttuso è finito in una viuzza frequentata sola dai cani, a Mustunate è scomparso Peppino Frongia. La toponomastica varesina sarebbe tutta da rivedere

Con il buon senso e l’umanità che hanno caratterizzato il suo mandato da sindaco, Pippo Gibilisco a poche ore dalla scomparsa di Salvatore Furia suggeriva di onorare il grande uomo delle stelle e dell’ambiente con l’intestazione di una via o di un sito.

Una proposta degna della massima considerazione, ma che mi ricorda il dramma della toponomastica varesina, nel quale spesso hanno giocato- sembra quasi con entusiasmo- trascuratezza, scarsa cultura, strumentalizzazioni politiche e, con un ruolo non marginale, pure regole burocratiche legate a tempi da rispettare, a indirizzi da mutare con conseguenze importanti a livello di tutte le istituzioni che “scortano” il cittadino dalla culla alla tomba.
Se dovessero decidere di dedicare una via a Furia ci sarebbe il problema della localizzazione, considerato che la rete stradale del centro urbano da anni ricorda persone per bene ma la cui notorietà era in partenza destinata a non superare il tempo di una generazione. Ma, a proposito di strumentalizzazioni e scarsa cultura, nel cuore della città si è trovato il modo di dedicare la piazzetta davanti all’ex Impero a Edgardo Sogno, dagli ignoti grandi legami con Varese, indicato prima come statista- una vera fesseria- poi abbandonato all’anonimato, quando sarebbe stato doveroso ricordarlo come partigiano “bianco” e medaglia d’oro della Resistenza.
Se si optasse per una via in memoria del nostro amato “prof” Furia occorrerebbe la massima attenzione da parte dell’opinione pubblica perché gli strateghi della toponomastica nell’ intento di non celebrare lontano da Velate un caro amico di Varese come Renato Guttuso gli hanno trovato in loco una viuzza oggi molto frequentata dai cani per i loro cacca-party.
Attenzione meriterebbe anche la scomparsa a Mustunate della via dedicata a Peppino Frongia, protocomunista e sindacalista. Una cancellazione che forse non è reato, ma certamente inaccettabile arroganza.
Varese inoltre celebra un monarca reazionario come il primo Umberto dei Savoia se la sua statua è stata esposta nei Giardini Estensi con la scusa che dal punto di vista artistico è di buona fattura. In compenso dal Comune ci fu il veto a un riconoscimento a Ermanno Bazzocchi, grande progettista aeronautico – premiato anche dalla Repubblica popolare cinese- “perché aveva lavorato in una industria bellica”.
Forse è il tempo di pensare a un famedio, semplice ma in grado di ricordare all’intera comunità tutti coloro che l’hanno servita e onorata con impegno e risultati andati oltre i confini di casa.
Certo che si corre il rischio di ritrovarci magari con qualche protolumbard discutibile, comunque ben più sopportabile dei rigurgiti savoiardi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 agosto 2010
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