Vademecum dei pescatori: Specchiarelli risponde

Dopo la lettera aperta di Fabrizio Mirabelli sul vademecum dei pescatori pubblicato dall'assessorato provinciale all'agricoltura, una risposta

A seguito degli articoli apparsi in data 12 agosto u.s. su alcuni quotidiani locali a firma del Consigliere Comunale Fabrizio Mirabelli (PD) e, precisamente, su “La Prealpina” dal titolo “Libretto della Pesca. Il PD: Pieno di errori” e su Varese News dal titolo “Che c’entra il ponte di Melide coi pesci varesini?” l’Assessore provinciale all’Agricoltura Bruno Specchiarelli precisa:

Innanzitutto è bene precisare che il cosiddetto Libretto segna-catture (la cui redazione si deve anche al supporto del Nucleo Faunistico della Polizia Provinciale) altro non è che un allegato al “Vademecum del pescatore”, pubblicazione di sicura utilità per il pescatore nel quale si riporta la normativa vigente nella nostra Provincia in materia di pesca e la normativa Italo-Svizzera; la scelta di inglobarlo nel Vademecum è stata dettata, e qui rispondo alle disinformate critiche di sperpero di denaro pubblico, soprattutto dalla volontà di risparmiare sulle spese di stampa. Infatti, il libretto-vademecum, è stato realizzato grazie agli introiti derivanti dalle licenze di pesca, ed in assoluto accordo non solo con la FIPSAS, ma anche con le altre Associazioni piscatorie rappresentate in seno alla CONSULTA PESCA e, cioè, ArciPesca, Associazione Italiana Libera Pesca, UMPEM, ecc., Organismo che, peraltro, ha discusso ed ha approvato all’unanimità l’adozione del segna-catture, sottoposto poi alla competente Commissione Consiliare che ha espresso parere favorevole nel merito (quindi, giova precisare, anche con il contributo dei rappresentanti del PD), per essere infine approvato definitivamente all’unanimità dal Consiglio Provinciale quale appendice del Piano Ittico.

Comunque, la prima considerazione personale dettata dalla lettura degli articoli di cui sopra, è stata di assoluta sorpresa, considerata l’inconsistenza (a volte comica, mi si consenta) dei rilievi evidenziati, che ritengo di dover analizzare singolarmente: riguardo alla puntigliosa osservazione relativa all’utilizzo dei simboli “mt” e “gr” in luogo di “m” e “g” per indicare rispettivamente metri e grammi, rilevo che l’argomento figurerebbe più degnamente in una interrogazione scolastica di matematica: l’ispiratore dell’articolo non potrà certo ignorare che tali simboli sono utilizzati correntemente dalla gente comune che, sicuramente, avrà appreso con sgomento dal dotto articolo di dover impiegare d’ora in poi la corretta simbologia, così come prescritto dal severo “Comitato Internazionale dei Pesi e delle Misure”, pena addirittura la gogna mediatica.

Rifuggendo da stucchevoli ed alquanto inutili intellettualismi, il contesto di cui si argomenta è semplicemente quello di un Vademecum del pescatore, (circostanza che vale la pena di rammentare) che va considerato meramente nell’ottica di utile e semplice strumento destinato ai pescatori e non certo alla pubblicazione su di una rivista scientifica.

Invito inoltre l’ispiratore delle critiche, Consigliere Fabrizio Mirabelli, a consultare con la dovuta umiltà il dizionario italiano per apprendere il significato della voce “effemeridi”, utilizzata per l’evidente impossibilità di riportare, per ogni giorno dell’anno, l’ora precisa del sorgere e del tramontare del sole. In alternativa, potrebbe anche fruire dell’utile e consultabilissimo Almanacco, proposto giornalmente dal quotidiano “La Prealpina” che riporta, tutti i santi giorni dell’anno, gli orari esatti di tali eventi (effemeridi, appunto). La dizione incriminata (un’ora prima del sorgere del sole ed un’ora dopo il tramonto) è comunque assai utilizzata anche dalla vigente legislazione italiana (vedi Legislazione Venatoria e Codice della Strada).

Da ultimo, il refuso riferito al ponte di Melide, è derivato dall’aver inserito nell’opuscolo il testo della Convenzione per la pesca nelle Acque Italo-Svizzere (Art.6) del Commissario Italo-Elvetico che, benché la cosa non sembri nota al Consigliere Mirabellii, è l’Ente che gestisce la pesca nelle acque dei Laghi Maggiore, e Ceresio e del Fiume Tresa (corpi idrici internazionali), pertanto soggette alla medesima autorità ed alla stessa normativa: siamo quindi assolti dall’accusa di aver copiato l’analogo libretto elvetico?

Per concludere, è evidente la mancanza di argomenti validi e la cattiva fede del promotore del risibile attacco essenzialmente politico, condotto con l’utilizzo di argomentazioni pseudo-tecniche, non suffragate da fatti concreti (al quale consiglio letture estive più rilassanti e coinvolgenti atte a combattere il tarlo della noia). Ringrazio, anche a nome dei miei collaboratori (sempre disponibili a fornire chiarimenti a chiunque) che hanno speso tempo ed energie a redigere l’opuscolo (esaustivo in materia di pesca e ricco di belle foto), i nostri quotidiani locali e la nostra attivissima e incisiva opposizione, per la fiducia e l’incoraggiamento accordati ad un progetto innovativo, portato avanti nell’interesse di tutti i pescatori di qualunque appartenenza politica, ricordando che c’è un solo modo sicuro per sottrarsi alle critiche e per non commettere errori: non fare un bel niente!

P.S.: Per quanto concerne la mia foto che appare sul “Vademecum” ormai da ben 8 anni, fornisco assicurazione che non sussiste l’obbligo di doverla osservare, ma si può passare tranquillamente alla pagina successiva

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 agosto 2010
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