Via Gaggio vive anche alla radio. Svizzera

Sabato è andato in onda sulla ReteDue di RSI uno spezzone di puntata de "Il Passo dell'Anguilla" dedicato alle vicende lonatesi e alla difesa dell'ambiente del Parco del Ticino dall'espansione di Malpensa

Via Gaggio e Malpensa, con l’ottima scusa del "convitato d’acqua" della vicenda, il Ticino, al centro della puntata di sabato 14 agosto scorso de "Il passo dell’anguilla", programma radiofonico di Rsi Rete Due, la radio nazionale svizzera in lingua italiana, che con interessante approccio "risale" a puntate la lunga via d’acqua dal basso Po verso le patrie montagne ticinesi.
Quando si è parlato dell’aeroporto è stato sentito Norino Canovi, fotografo e guardiaparco castanese, che rimarcato il pericolo di veder scomparire un ecosistema unico – quello della brughiera di pianura – sotto l’incalzare delle espansioni previste, e cui la politica regionale proprio non vuole rinunciare.
Un coretto di bambini registrato sulle note della canzone "Viva Via Gaggio" ha introdotto l’intervento di Walter Girardi, già assessore all’ambiente a Lonate Pozzolo e tra i più attivi difensori della brughiera, che ha raccontato la storia e la funzione del tracciato ai tempi in cui «non c’era il ponte di Oleggio, ma il porto sul Ticino» che rendeva Tornavento, l’antica "torre dei naviganti", un luogo strategico per gli attraversamenti della valle e del fiume, oltre che il punto di partenza del Naviglio Grande e dunque uno snodo commerciale. Una via Gaggio viva, percorsa «tutti i giorni» da molte persone, rigorosamente senza motore, «un ecomuseo a cielo aperto», una testimonianza storica perchè nella zona sorgevano fra l’altro anche le piste per esercitazioni usate dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale e ancora in parte visibili. Una brughiera su cui, nei lunghi anni di abbandono come terreno da esercitazioni, era ricresciuto rigoglioso il bosco, ricco di specie autoctone. La riapertura della via con l’impegno dei volontari lonatesi aveva poi dato l’aspetto attuale, indubbiamente di pregio, alla zona, "fruibile" per eccellenza.
Girardi ha ricordato il ruolo fondamentale di Roberto Vielmi come «il "papà" di "viva via Gaggio"» e fondatore del movimento per la salvezza dell’area; ma anche l’appuntamento del 17 settembre al monastero San Michele di Lonate con la presentazione, anche attraverso un filmato, del progetto di Ecomuseo del comitato a difesa della strada.
«Opera inutile e irrazionale» la terza pista, perchè al traffico attuale e con le prospettive per il traffico aereo, condizionato oggi dalla crisi e domani dai costi dei carburanti, bastano le due piste esistenti: questa la tesi. «La vera ragione economica è quella di occupare un’area di 330 ettari e di farci quello che si vuole» spiega Girardi, quasi una enorme enclosure: «il vero obiettivo, al di là della terza pista, è la realizzazione di un polo logistico di grandi dimensioni e di una stazione ferroviaria merci».

La registrazione della puntata

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 agosto 2010
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