Bettini pronto all’avventura australiana

In serata giungeranno alle Robinie gli atleti e le atlete della nazionale azzura in partenza per Melbourne: tra due settimane in palio la maglia iridata. Il pensiero all'amico Ballerini: "Importante che i ragazzi corrano come avrebbe voluto lui"

L’hotel Le Robinie di Solbiate Olona ancora una volta buen retiro della nazionale di ciclismo, sia pure per una notte, in attesa della partenza da Malpensa per l’Australia. Sarà di certo un Mondiale insolito, questo "a testa giù" nella terra dei canguri, e precisamente nella zona di Melbourne, domenica 3 ottobre.
Chi dovrà guidare la squadra maschile, raccogliendo una pesantissima eredità, è lui, il Grillo di La California, olimpionico e due volte campione mondiale, uno dei grandi di sempre del pedale: Paolo Bettini.
Fra i primissimi ad arrivare in albergo (il raduno di fatto sarà stasera dopo le 20, il più atteso, Vincenzo Nibali, trionfatore alla Vuelta di Spagna, non arriverà prima delle 21), si mostra fiducioso. «C’è un bel morale, questo sì. Vincenzo ha riportato in Italia un titolo, quello della Vuelta, che mancava da troppo tempo, da vent’anni».
Filippo Pozzato, Giovanni Visconti, Vincenzo Nibali, Luca Paolini, Daniel Oss, Francesco Gavazzi, Marzio Bruseghin, Matteo Tosatto, Enrico Gasparotto, Rinaldo Nocentini e Andrea Tonti: la squadra è affiatata, in tutti i suoi undici elementi, assicura il commissario tecnico, pur lamentando l’assenza per la cronometro, dell’esperto Pinotti che ha dovuto dare forfait. Sui ruoli in corsa, Bettini non si sbilancia: «non sarebbe corretto assegnarli prima di aver visionato il percorso» la sua tesi, ma è chiaro che alcuni uomini avranno un ruolo chiave, come anticipato dagli esperti. Così se Nibali, che difficilmente farà la crono, resta una potenziale punta in grado tanto di sprigionare l’azione decisiva, come di aiutare un compagno, «uomini come Pozzato e Paolini saranno certamente importanti». In particolare il secondo, che gode della massima fiducia del nuovo tecnico, «sarà i miei occhi, non avendo la radio a disposizione».
Un tracciato insidioso che dopo una parte in linea senza grosse difficoltà introduce ad un circuito vallonato, con due salite, una più aspra e una più semplice, promette una corsa tutt’altro che facile da tenere "cucita" e sotto controllo come è quasi sempre riuscito agli azzurri. «Non è facile come qualcuno ha detto», premette Bettini, è «esigente» e va attentamente interpretato: nel finale, sostiene, potrà staccarsi un gruppo dfi non più di quindici-venti corridori. E con quell’arrivo in leggera salita, peraltro irregolare, da giocare in una volata anomala, e ascese ripetute come côtes da classiche del Nord, il primo che Bettini cita è proprio un belga, Gilbert; ma anche il tenace Kolobnev torna nei suoi pronostici; vi resta sempre un Freire, imprevedibile e habitué dell’oro mondiale, mentre Cancellara alla Vuelta non ha brillato granché e Cavendish non appare l’uomo adatto al percorso. I nomi sono quelli già citati un mese fa in occasione di una dlele ultime comparsate del Grillo dalle nostre parti, alla Coppa Bernocchi.
Un pensiero che non è certo di rito va a chi non c’è più: al grande Franco Ballerini, tecnico dai risultati straordinari, quattro mondiali vinti nel decennio scorso, fra cui quello indimenticabile di Varese 2008. «Sono stato catapultato al suo posto, l’ha voluto il destino. Vinceremo? Non lo so, ma l’importante è che i ragazzi si comportino e corranno come lui avrebbe voluto».
Intanto, sul lato della squadra femminile affidata al ct Salvoldi, tutte le speranza e il tifo dei varesini sono puntati su Noemi Cantele e sulla giovane stella in ascesa Valentina Carretta.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 settembre 2010
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