Bunus bebè, sale la tensione per la sentenza

Il sindaco Candiani risponde a Giuseppe Adamoli: “Sarà l’unico caso in Italia dove la giustizia si è espressa con due gradi di giudizio in quattro mesi”

«L’ennesima occasione persa da Adamoli per stare zitto». Parole dure del sindaco Stefano Candiani contro l’ex consigliere regionale Giuseppe Adamoli che, nel suo blog, ha espresso un parere fortemente negativo sul provvedimento, dichiarandolo anche xenofobo per la scelta di dare il contributo ai soli genitori che siano entrambi italiani.
È questione di ore per la nuova sentenza sul bonus bebè, dopo il ricorso presentato dal comune sul primo giudizio del Giudice del lavoro che aveva dichiarato il provvedimento discriminatorio. Nei giorni scorsi in città sono inoltre comparse sui muri di una scuola delle scritte contro il sindaco e l’amministrazione, proprio in riferimento al provvedimento. «Abbiamo già avuto prova di cosa sia il confronto democratico per la sinistra – prosegue Candiani -:  non significa il consiglio comunale, ma insulti di piazza, accuse di xenofobia, senza che nessuno di loro abbia nulla a che dire quando ci sono fondi destinati esclusivamente agli stranieri, fondi che escludono cittadini italiani».
 
«Noi abbiamo sempre rispettato i diritti di tutti – prosegue il primo cittadino tradatese -. Adamoli si chiede dove siano finiti i cattolici che lui stesso, e compagni, fanno fatica a rappresentare: ma dove finiranno gli italiani se dovessero cadere nelle mani di questi provocatori da piazza? Chiunque, rispettando le leggi, può diventare cittadino italiano: nel nostro provvedimento non abbiamo mai parlato di nascita ma solo di cittadinanza. Adamoli nel suo intervento non ha fatto alcuna riflessione sulle scritte ingiuriose sui muri a Tradate. Forse condivide le scritte con accuse di nazismo? Questo è il democratico Adamoli. Per adesso, montando questo caso, questi sconosciuti, si sono limitati ad armare i giovani di bombolette spray, speriamo non vadano oltre come negli anni ’70».
Nel merito dell’attesa della sentenza Candiani non nasconde i propri dubbi: «Sarà l’unico caso in Italia dove la giustizia si è espressa con due gradi di giudizio in quattro mesi, con sentenza notificata il 13 agosto in Comune, dandoci tempo cinque giorni per imbastire un ricorso. Voglio dire che l’attività giudiziaria normalmente ad agosto si ferma, questa no. Dico semplicemente cha la giustizia è impeccabile».
Su cosa farà l’amministrazione nel caso il giudice dovesse confermare la sentenza, il sindaco non si sbilancia, rimettendosi a un semplice «vedremo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 settembre 2010
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