Cinque nuove stelle per la Pro Patria

Un gradito ritorno, quello di Devis Nossa, poi di Aloe, Cintoi, Artuso e Calzi, "moschettieri" della riscossa biancoblu. Tesoro: "Puntare in alto volando bassi"

ilario aloe pro patriaPrimi di settembre, ultimi aggiustamenti in corsa alle compagini calcistiche che hanno avviato i rispettivi tornei, chi in cerca dell’ultima ala veloce, chi del mediano che dia equilibrio e saldezza a un centrocampo. La Pro Patria ha presentato giovedì cinque nuovi acquisti che vanno a completare l’organico a disposizione del mister Novelli, per un tema che non nasconde l’ambizione di puntare in alto. Devis Nossa, Ilario Aloe (nella foto), Nicola Cintoi, Alberto Artuso e Giampaolo Calzi i cinque moschettieri della riscossa in biancoblu.
I difensori Cintoi e Artuso arrivano rispettivamente dallo Spezia e dal Chievo; Nossa, già in biancoblu due stagioni fa, dal Barletta. Due giocatori nati nel Varesotto sono il mediano Calzi, dal Ravenna, e Aloe, esterno con spiccate doti offensive, dall’Ascoli. Arrivi che controbilanciano le partenze di Melara (alla Spal), Masiero (al Barletta) e Rosso (al Ravenna); mentre resta "Spiderman" Ripa, cui era interessato il Novara. «Per la società la rinuncia a un buon affare» così il direttore sportivo Regalia, ma resta un giocatore importante, che ha già mostrato anche in questo breve avvio di stagione di avere il gol nel sangue.

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«Siamo ripartiti con il piede giusto, speriamo di non perdere l’empatia con la città, che è fondamentale per fare bene» auspica il presidente Antonio Tesoro. «Il tifo è stato entusiamante già nella prima trasferta, a Casale. Quest’anno può essere la ripartenza per quel grande progetto che abbiamo sempre avuto in mente», e a questo punto Tesoro è costretto a menzionare la scorsa annata, non proprio andata secondo le previsioni, per usare un eufemismo. Ma non essendo in vena di mestizie, bisogna guardare avanti: alla stagione del riscatto dei tigrotti, quelli che fino a giugno Regalia vedeva come «pigrotti». «L’avvio è stato positivo ma dobbiamo volare bassi» avverte il presidente, castigato dalle esperienze, «e costruire, mentre lo scorso anno per molti versi abbiamo distrutto». La ferita brucia ancora, e solo grandi vittorie potranno sanarla.
Quanto agli acquisti, Regalia chiarisce rapidamente che non solo servivano dei giocatori per riempire dei vuoti in alcuni ruoli, ma anche per rispettare le norme federali sulla presenza di giovani in rosa (devono essere almeno dieci di non più di ventitré anni, a tutela dei vivai). «Abbiamo un buon gruppo, ma quattro o cinque giocatori che in questa categoria potranno fare la differenza. Vincere sarà difficile ma ci dobbiamo provare con tutte le nostre forze. Tutti si impegneranno alla morte contro di noi, sta a questi ragazzi fargli dire, dopo la partita: ma quanto corre questa Pro Patria».
«Il mercato non è stato spettacolare, ma efficace sì» fa di rimando Tesoro. «La rosa è più forte dello scorso anno, siamo a quota 35, con titolari e alternative di pari peso. Rimpianti? Mah, su Toledo, pur ribadendo che è un giocatore formidabile che in futuro ci piacerebbe rivedere qui, era un’operazione di marketing, più che una efficace, forse in questa serie un giocatore così forte sarebbe stato un problema». La volpe e l’uva abitano anche allo Speroni…
Si è fatta presente anche l’assenza del Legnano, per le vicende societarie che l’hanno portato fuori dai campi da gioco. «Ci rifaremo del mancato derby cercando di riavvicinarci al Varese» sorride Tesoro, dimenticando forse che il pensiero dei cugini biancorossi che se la spassano allegramente in serie B è il peggior sale sulle ferite della tifoseria.

Laconici ma ben disposti, e con un pizzico di impazienza di farsi vedere e apprezzare, i nuovi acquisti, dopo le foto di rito. «Sono convinto di aver fatto una buona scelta a tornare qui dopo due anni, anche se allora giocai poco» fa Nossa. Aloe, esterno dalla spiccata propensione offensiva, appare carico: «Essere responsabilizzato non mi pesa. Vedere l’entusiasmo di una squadra che punta in alto è una spinta in più. L’impatto con l’ambiente di qui è stato bellissimo. L’anno scorso ero in un gruppo davvero speciale: questo è importante, spero si riformi anche a Busto». Calzi, di buonumore, la mette in ridere, e quando gli si chiede del suo ruolo, si definisce «mediano che da otto anni non passa il centrocampo». Artuso, serio e posato, si esprime così: «Mi fa piacere questa sala stampa piena, è indice di affetto per la società. Voglio far bene, vincere un altro campionato come l’altro anno». Per parte sua, si definisce un terzino che ama spingere sulla fascia, se appena la condizione glielo consente; mentre Cintoi, al contrario, si dipinge come un terzino destro di rigoroso contenimento, che preferisce restare a guardia delle retrovie piuttosto che lanciarsi in avanti, e ricorda con piacere la bella esperienza della scorsa stagione alla Spezia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 settembre 2010
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