Colesterolo: dalla genetica alle forme secondarie

Sabato 18 settembre, il professor venco presiederà una giornata di studi sui fattori che comportano l'insorgenza di malattie anche molto gravi

Settembre è stato definito “il mese del colesterolo” da numerose società scientifiche nazionali ed
internazionali, per finalizzare l’attenzione su questo elemento che è considerato un Killer n. 1.
A questo proposito, per sabato 18 settembre, nell’Aula magna del Dipartimento di Biologia
dell’Università dell’Insubria, in via Dunant 3, a Varese, si terrà il convegno: “SETTEMBRE:
IL MESE DEL COLESTEROLO – dalla genetica alle forme secondarie”, organizzato dal
prof. Achille Venco, direttore del Dipartimento di Medicina interna dell’Azienda ospedaliera, e dalla prof.ssa Luigina Guasti, direttrice del Centro di Ricerca sulle Dislipidemie afferente al Dipartimento di Medicina Clinica dell’Università dell’Insubria (anch’esso diretto dal prof. Venco).
 
L’intento è quello di approfondire sia aspetti genetici che condizioni sistemiche o iatrogene
alla base di alterazione dei lipidi circolanti. È noto che la dislipidemia, nei suoi aspetti di
ipercolesterolemia LDL, ridotto colesterolo HDL e aumento dei trigliceridi ematici, rappresenta uno dei più temibili fattori di rischio per aterosclerosi e per gli eventi vascolari acuti quali l’infarto miocardico, l’ictus ecc… In particolare, saranno trattati temi legati a forme severe di ipercolesterolemia su base familiare, forme di dislipidemia familiare coinvolgenti il colesterolo HDL ad impatto clinico sulle complicanze vascolari, e nuovi ed emergenti aspetti di farmacogenetica di farmaci quali le statine e antiaggreganti/anticolagulanti.
Inoltre l’attenzione sarà orientata ad approfondire condizioni cliniche associate a dislipidemia, come l’uso di farmaci antivirali che possono alterare il profilo lipidico e le possibilità di intervento tramite attività fisica sui lipidi circolanti.
Infine, si focalizzerà la discussione su aspetti emergenti del rischio vascolare quali il danno oculare, la steatoepatite non alcolica, strettamente legata al dismetabolismo lipidico, e su nuovi markers di funzione renale associati al rischio vascolare e sulla possibilità di utilizzare markers semplici quali la conta dei neutrofili circolanti per la valutazione del rischio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 settembre 2010
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