Da Locarno a Milano in barca prima del 2015

Il vice ministro ai trasporti Roberto Castelli assicura: “Troveremo i 100 milioni necessari per realizzare l'opera”. Per arrivare fino a Venezia occorrerà il lavoro congiunto di quattro regioni

roberto castelliNon è il “libro dei sogni”, ma ci vorranno ancora cento milioni di euro per arrivare in barca da Locarno a Milano. Le parole sono del vice ministro Roberto Castelli (foto) che oggi, 13 settembre era ad Arona al convegno sul recupero dell’idrovia che sfruttando il Ticino e i navigli sarà in grado non solo di arrivare a Milano, ma anche di portare turisti fino all’Adriatico via Po.
L’incontro aveva come obiettivo quello di fare il punto della situazione sul progetto – caldeggiato da due regioni e dalla Svizzera – e saggiare la politica, per capire quanto davvero la via d’acqua interessi alle nuove amministrazioni locali. Non solo le rinnovate giunte regionali della Lombardia improntate sulla continuità, ma piuttosto l’amministrazione del leghista Cota (foto a destra), che subentra alla giunta di centrosinistra della Bresso. La prima parte del progetto, circa fino a Milano, ha infatti come obiettivo quello di rendere navigabili i manufatti (le “conche”) che costituiscono sbarramenti insuperabili dalle imbarcazioni.roberto cota
Il governatore piemontese ha rotto gli indugi definendo come “prioritaria” l’opera dell’idrovia e di impegnarsi per trovare i 3 milioni e 900 mila euro necessari al finanziamento dei lavori della conca di navigazione di Porto Torre, in Piemonte. La notizia è stata commentata positivamente anche dal rappresentante lombardo della giunta Formigoni, l’assessore alle infrastrutture e trasporti Raffaele Cattaneo, che ha illustrato gli interventi per ripristinare la navigazione nella sponda lombarda del Ticino, in particolare la diga di Panperduto, oggetto di un investimento di oltre 21 milioni di euro di Regione Lombardia e presentati nell’agosto scorso.
Oltre a queste opere, che "apriranno la strada" da Locarno fino almeno a Malpensa (al centro di un progetto Interrg che permetterebbe il collegamento via fiume a Vizzola Ticino) resta il problema dei lavori per rendere navigabie il Ticino e poi il Naviglio fino a Milano. Sono, in pratica, i 100 milioni di euro preventivati da Castelli che tra l’altro ha le deleghe proprio sulla navigazione nelle acque interne. Il vice di Matteoli ha chiuso con una battuta dal sapore nordista: raffaele cattaneo«La Salerno Reggio Calabria costerà 10 miliardi, sto male ogni volta che ci penso, direi che 100 milioni per questo progetto li possiamo anche spendere».
Ma la via d’acqua non si ferma ovviamente a Milano
, procederà infatti  – ma qui si parla di oltre il 2015 – a sud, per arrivare a Venezia.
Qui occorrerà – e l’ha ricordato anche lo stesso Raffaele Cattaneo (nella foto) – una forte unione, una sinergia tra le regioni interessate poiché andranno effettuate opere di “regimentazione idrica” (vedi lavorare sui livelli del Po che variano di mese in mese) che coinvolgono non solo Piemonte e Lombardia, ma anche Veneto ed Emilia-Romagna (quest’ultima, ha ricordato Cota, ha sollevato eccezioni di natura ambientale circa la bontà dell’opera di adeguamento idrico).
La giornata si è chiusa al Palazzo del congressi Salina di Arona con le somme tirate da Empio Malara, presidente dell’Istituto dei Navigli – Associazione Amici dei Navigli. E’ lui il vero fulcro della scommessa e che diversi anni fa cominciò a “fare lobby” per arrivare a muovere i primi passi per questa autostrada azzurra: «Oggi è una data storica – ha affermato Malara –, un giorno da scrivere con l’inchiostro oro negli annali che ricorderanno la realizzazione della Locarno Venezia: oggi abbiamo avuto la rassicurazione che c’è l’impegno per realizzarla e che prima del 2015 sarà possibile arrivare in barca fino a Milano dal Lago Maggiore».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 settembre 2010
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