Dodici lavoratori in nero pizzicati dalla Guardia di Finanza

Le ispezioni hanno riguardato 22 imprese. Sono stati trovati alcuni cittadini cinesi e altri operai rumeni al lavoro senza nessuna tutela nè inquadramento

Lavoro nero sotto i riflettori della Guardia di Finanza. I militari del comando provinciale di Varese lo scorso 16 settembre hanno messo in atto una grossa operazione contro il lavoro sommerso. Le ispezioni hanno riguardato 22 imprese, tra le quali una panetteria, tre imprese edili, una trattoria, una carrozzeria, un’autofficina, un esercizio di commercio al dettaglio di materiale ottico, un’impresa tessile per il confezionamento di biancheria, un esercizio di commercio al dettaglio di calzature ed un cantiere nautico. In totale sono stati individuati, in totale, 12 lavoratori completamente “in nero”, 5 dei quali extracomunitari, risultati in regola per quanto riguarda la permanenza in territorio nazionale. Nei locali di un laboratorio tessile gestito da personale di origine cinese, in cui è stato trovato un lavoratore in “nero”, sono stati individuati due soggetti della stessa nazionalità, non intenti a lavorazioni, apparentemente ospiti, risultati irregolarmente presenti in Italia, privi di documenti personali e di permesso di soggiorno; questi ultimi, denunciati all’autorità giudiziaria per il reato di “clandestinità” ed “omessa esibizione di documenti d’identità”, sono stati oggetto, altresì, di provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale. In una delle aziende controllate, per altri  4 lavoratori, di origine rumena, è stato accertato che il datore di lavoro, cittadino italiano, non aveva operato e versato le ritenute fiscali, sugli emolumenti corrisposti, per il lavoro dipendente prestato, riguardanti un periodo totale di 3 mesi. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 settembre 2010
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