Dopo i “ratt” c’è chi la butta in “vacc”

È on line il sito di risposta alla campagna anti frontaliere. Numeri, dati e opinioni ma anche video divertenti per stemperare la tensione

bala i vacc risponde a bala i rattBotta e risposta: vacche contro ratti. È arrivato in meno di 48 ore il sito, questa volta "simpatico" davvero, che replica alla campagna anti-straniero e frontaliere diffusa in Ticino alcuni giorni fa. Si chiama "Bala i vacc" non è fatto da un frontaliero ma comunque da un italiano (probabilmente varesino) e raccoglie una serie di dati e opinioni che richiamano la vita e la quotidianità dei lavoratori presi di mira. L’iniziativa, che anche in questo caso è anonima, riesce anche a stemperare un po’ la tensione, creata dapprima dai toni dei promotori e poi dalle infuocate reazioni che ne sono seguite. Il sito raccoglie numeri e informazioni sul Canton Ticino, sull’economia e sull’occupazione ma anche contenuti multimediali più leggeri come alcuni video divertenti che, oltre che con i frontalieri, si schierano anche con la categoria dei poveri topolini ricordando celebri carriere hollywoodiane, da quella di Topo Gigio a quella di Rémy, il topo chef protagonista di Ratatouille.

Ma alla fine «come stanno le cose? – domanda l’autore del sito  -. Conosco bene molti ticinesi, persone oneste che stimo e con cui si può lavorare bene, come conosco anche il genere di persone che fanno siti come "Bala i ratt".
Ringrazio i ticinesi e non sono pochi che durante le ore di apertura del sito "Bala i ratt" hanno messo commenti che chiaramente davano dei pazzi agli autori della campagna, eravate tanti, ecco perchè hanno subito chiuso la sezione del "di la tua", non possono permettersi di farci parlare, le persone amichevoli di qua e di là del confine sono molto più numerose degli incarogniti. Questa gente ha paura che noi si parli, hanno paura delle parole e soprattutto non vogliono che la gente ragioni con la propria testa, come molti ticinesi hanno fatto, anzichè lasciarsi andare ad un bieco razzismo. Gli autori della campagna hanno affermato di avere ricevuto minacce, non fatelo, non minacciate nessuno, ragionate con la vostra testa questa è la minaccia più grande, già il fatto di avere accettato di essere produttori di una campagna del genere dovrebbe riempirli di vergogna, prima o poi realizzeranno questa semplice verità (essere di provenienza italiana ed avere amici extracomuntari non sono attenuanti). Alla fine abbiamo Italiani e Ticinesi con più cose i comune di quante li separino, nelle due comunità molti come noi hanno parenti che lavorano in Svizzera e nel Canton Ticino, abbiamo qualche volta doppia nazionalità, e spesso parenti in Svizzera, spesso parenti in Italia, e persino una certa empatia fra le due popolazioni ! Non possiamo fare una lega che subito ne fare una anche voi, wow e cattiva ! Ma cattiva cattiva cattiva veh ! Avete imparato bene bravi ! (hemm si dovrebbero copiare le qualità buone di un popolo o di un movimento politico non quelle pessime). Questo filmato che vi raccomando di guardare inquadra bene la situazione dal punto di vista sociale ed antropologico».


E infine conclude: «Quando date dei ratt ai frontalieri, offendete la comunità che vi è più vicina, una cosa di una scortesia rimarchevole, che minaccia di inimicarvi una fonte di reddito notevole, dato che alla fine la Svizzera ha bisogno dell’Italia, in particolare è però il Canton Ticino ad avere bisogno di noi. Prima di buttarci a mare ci penserei due volte. P.S. Non sono un frontaliere, ma solo una persona che vi ha frequentato parecchio, se mi sono sentito offeso da questa campagna, qualche ragione ci deve essere».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 settembre 2010
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