Facevano cinture e borse in nero, chiuso laboratorio clandestino

Gli otto, tutti cinesi, che vi lavoravano erano in regola col permesso di soggiorno ma in nero sul posto di lavoro. Denunciata la titolare, anch'essa cinese

In regola col permesso di soggiorno ma lavoratori in nero nel laboratorio di pelletteria dove erano impiegati. E’ questa la contraddizione nella quale si sono imbattuti gli uomini del Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri e i militari della locale stazione di Cassano Magnago durante un controllo in un laboratorio gestito da cinesi. Nell’ambito del “Progetto Sicurezza Varese”, in riferimento alla consolidata attività di vigilanza in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, previdenza sociale, sfruttamento di manodopera in nero e contrasto all’immigrazione clandestina, nella serata di ieri è stata compiuta una nuova ispezione presso un laboratorio di lavorazione della pelle, sito in Cassano Magnago, via Bonicalza.

Nel corso dell’attività, iniziata nella tarda serata di ieri e proseguita fina alla prima mattinata di mercoledì, svolta congiuntamente da funzionari della Direzione Provinciale del Lavoro, Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Varese, personale dell’ASL di Cardano al Campo, supportati da militari della Stazione Carabinieri di Cassano Magnago, il laboratorio di pelletteria è risultato intestato ad una cittadina cinese 33enne, regolare in Italia e residente proprio a Cassano Magnago, che ha preso in affitto l’intero stabile dai proprietari italiani.

Al momento dell’accesso ispettivo, oltre alla titolare, erano presenti altri otto cittadini cinesi – tre donne e cinque uomini – di età compresa tra i trenta ed i quarant’anni, formalmente in regola con il permesso di soggiorno, ma del tutto irregolari sul piano dell’attività lavorativa che stavano svolgendo nel laboratorio. Tutti, infatti, sono risultati lavoratori in nero. Nel prosieguo della verifica sono state riscontrate ulteriori quattro violazioni della normativa di settore, nello specifico: impianto elettrico non a norma, macchinari sprovvisti di qualsiasi sistema di sicurezza e protezione, omessa redazione della necessaria documentazione di valutazione dei rischi e mancata nomina di un responsabile alla sicurezza; Inoltre è stata contestata l’omissione colposa di cautele contro infortuni sul lavoro. Nel complesso sono state elevate sanzioni per più di 60mila euro, nonché verificata una evasione dei contributi previdenziali pari a 5.000 euro. La titolare è stata quindi denunciata in stato di libertà, mentre l’attività della pelletteria, che produceva e lavorava articoli in pelle, principalmente borse e cinture, è stata immediatamente sospesa. Sono ancora in corso ulteriori e più approfonditi accertamenti amministrativi per verificare la documentazione raccolta nel corso dell’attività.

Da parte della Stazione CC di Cassano Magnago è tuttora al vaglio la posizione degli otto cittadini cinesi trovati nel laboratorio. Verranno infatti informate le competenti Questure che hanno rilasciato loro il permesso di soggiorno per le valutazioni di competenza. Inoltre, sarà informato il Comune di Cassano Magnago per le irregolarità riscontrate al piano superiore dello stabile dove, mediante la costruzione di alcuni tramezzi in cartongesso, sono state ricavate alcune stanze nelle quali le persone vivevano in condizioni igieniche precarie.

I carabinieri nei giorni scorsi avevano scopeerto una fabbrica dormitorio a Gallarate sempre gestita da cinesi, mentre la Polizia Locale ha chiuso un laboratorio per la produzione di cosmetici a Cedrate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 settembre 2010
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