Gallarate in vendita, oltre 500 le segnalazioni dei cittadini

Cinzia Colombo, consigliere comunale di Sel – Sinistra per Gallarate, ha scritto una lettera alle autorità cittadine in occasione della presentazione del PGT a Palazzo Broletto ai consiglieri circoscrizionali

Gallarate è in vendita. Lo dice Cinzia Colombo, consigliere comunale di Sinistra Ecologia Libertà – Sinistra per Gallarate in una lettera che ha inviato al sindaco di Gallarate, all’assessore all’urbanistica, agli estensori del PGT e VAS, a tutti i consiglieri comunali e ai presidenti delle circoscrizioni in occasione della presentazione del PGT a Palazzo Broletto ai consiglieri circoscrizionali: «Nell’elaborazione del Piano del Governo del Territorio, lo strumento urbanistico che ridisegna la città individuando dove, quanto e cosa costruire, Sinistra ecologia e Libertà ritiene importante conoscere quanto del già costruito rimane inutilizzato. E’ un dato senza il quale non può esserci una seria programmazione del bisogno edificatorio della città che abbia a cuore innanzitutto gli interessi collettivi dei suoi cittadini – spiega la Colombo -. Di fronte alla indisponibilità dell’amministrazione a condurre compiutamente questa ricerca, Sinistra Ecologia e Libertà ha realizzato un censimento dal basso, raccogliendo segnalazioni di immobili in affitto o vendita nel territorio cittadino sul blog http://vendesigallarate.wordpress.com. Grande è stata la partecipazione dei gallaratesi che ci hanno indicato oltre 500 luoghi in cui spiccano i cartelli di vendesi o affittasi. Di queste segnalazioni, la stragrande maggioranza (poco più di 400) riguarda abitazioni per la residenza in pieno centro come in ogni rione: monolocali, bilocali, trilocali, quadrilocali, mansarde, loft, attici, ville singole, bifamiliari e villette a schiera. In intere vie cittadine è un susseguirsi di immobili che non trovano un utilizzo e dove eppure si continua a costruire: è il caso per esempio di via Carducci, via Colleoni, di via Marsala, via Cavallotti, via Torino. Diverse segnalazioni indicano costruzioni di nuova edificazione ancora in gran parte inoccupate (come in zona stazione o in piazza Risorgimento, via Canova, via Custodi, via Bottini, via Bixio, Via Campo dei Fiori, via Cattaneo, via Roma, via Trieste, via Torino, via da Vinci…). Altre evidenziano palazzi in costruzione tutti (o quasi) da vendere: via San Francesco, Via Fogazzaro, via Col di Lana, via Monte San Martino, via Monte Nevoso, via Padre Lega, via Marsala…In tutti questi casi la singola segnalazione indica una pluralità di case sfitte, per cui il surplus di già costruito è ben superiore alle 400 case: almeno il doppio e forse il triplo sono le abitazioni libere. Da aggiungere poi i piani attuativi approvati ma non ancora in essere per 150.000 metri cubi per circa 1.000 nuovi abitanti teorici. Così come da sommare sono ovviamente anche tutti quegli immobili che il nostro censimento, certo parziale, non ha potuto censire. Oltre 60 sono i negozi e gli uffici in vendita o affitto censiti. Emblematica la via Mazzini con 4 negozi in cerca di acquirenti affiancata dalla recentissima costruzione di via Postporta che offre, oltre a residenza, uffici e negozi al piano terra, le cui vetrine sono colme solo di cartelli per la vendita. Non mancano infine le offerte di box e di capannoni. Il censimento fotografico conserva anche la foto di villa Calcaterra, a ricordo di quel che andava conservato e che invece è stato abbattuto – prosegue la Colombo -. Consegniamo questi dati all’amministrazione, ai consiglieri comunali e circoscrizionali, ai cittadini, agli estensori del PGT. Sono dati parziali che non possono essere rivisti se non in aumento. A fronte di una situazione dove tanto costruito, vecchio e nuovo, resta inutilizzato chiediamo all’amministrazione di ripensare ai propri progetti che altro suolo gallaratese va irrimediabilmente a consumare. Chiediamo nuovamente di conoscere con precisione quel che già è presente in Gallarate e che non riesce ad essere venduto, perché a partire da questi dati si individui con maggior responsabilità se e cosa altro serve ai nostri concittadini, ai commercianti, agli artigiani, agli imprenditori. Se e quante altre abitazioni servono per accogliere i nuovi abitanti teorici che gli studi del PGT dicono vivranno in città».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 settembre 2010
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