Ghost Records: “Vi facciamo conoscere i “fantasmi rock” di questa città”

É nata nel 2002 l'etichetta musicale varesina che continua a macinare successi: 40 dischi di 22 artisti in 8 anni che si muovono in tutta Italia

Ghost Record: Giuseppe Marmina e Francesco BrezziTutto parte da Via Magenta 42. Un ufficio nel centro cittadino che ha deciso di vivere con la musica, creare, investire, inventare con le note e con i suoi artisti. Stiamo parlando di Ghost Records, l’etichetta musicale made in Varese che da otto anni ha sede in città e che continua a macinare successi. Dal 2002 infatti, è cresciuta di anno in anno, arricchendo il numero dei suoi artisti e ricevendo diversi premi “alla carriera”. Giovane e in gamba.

Partiamo dall’inizio: oggi Ghost Records è una casa discografica che lavora in tutta Italia, ma l’ispirazione è partita da Varese. La città nasconde infatti un sottobosco musicale non indifferente, tanto da stimolare un giovane varesino a dar vita ad un’etichetta discografica.
«Lavoravo come giornalista musicale, conoscevo Varese e i suoi artisti – racconta Francesco Brezzi, fondatore dell’etichetta che oggi gestisce insieme a Giuseppe Marmina-, e sono stati loro a darmi lo stimolo per iniziare questa avventura, oltre alla “Sauna”, lo studio di registrazione di Varano Borghi. La prima produzione è stata infatti, “13 song from the lakes country”». Una raccolta con i brani dei migliori artisti varesini come Bartok, Mr. Henry, Encode, Hormiga.

Passione, voglia di conoscere e competenze musicali hanno fatto il resto e oggi Ghost Record è una delle etichette discografiche indipendenti conosciute a livello nazionale e internazionale e ha prodotto circa 40 dischi (tre stanno per uscire) con una scuderia di 22 artisti. Merci Miss Monroe in concerto
Nomi come Merci Miss Monroe, Franklin Delano, Canadians, Calibro 35, Hot Gossip, Ronin hanno riconoscimenti da tutt’Italia e si muovono tra l’indie, il rock e il punk. Tra questi anche Dente, la nuova scoperta del cantautorato italiano. Ci sono poi i nomi che vengono da lontano, come i Saeta da Detroit o i Gran Transmitter da Londra: «Mi sono stati segnalatati da Jhonny dei Coldplay, gruppo che ho conosciuto grazie ad amicizie comuni» racconta Brezzi. E ancora le new entry. Per l’anno prossimo infatti la Ghost Record ha già “tre assi nella manica”: i Buzz Aldrin di Bologna dai suoni sperimentali, i Movie Star Junkies di Torino in stile garage e i Green Like July di Pavia.

Ma quali caratteristiche deve avere un artista per entrare in Ghost Record? «Devono colpire, “prenderti” di pancia, comunicare – spiega Brezzi -, oltre ad avere una buona musica e dei buoni testi. Non ci interessa l’immagine, la “bella faccia” ma quello che l’artista può raccontare. La qualità è sempre alla base di tutto, non puoi prendere in giro il pubblico che ascolta, sopratutto durante i concerti che è un modo per farsi conoscere».
Gli altri mezzi per far emergere una band sono il supporto musicale, un disco o un vinile «che è tornato molto di moda perchè è bello avere qualcosa di concreto, quasi un oggetto “di culto” dell’artista che ti piace», una buona comunicazione attraverso le riviste e i quotidiani di settore, oltre ad internet «oggi sempre più importante, anche grazie ai social network». Dietro c’è una buona gestione manageriale ma sopratutto la passione. Brezzi e Marmina sottolineano infatti che «questa casa discografica è nata per dire alla gente che c’è fermento musicale, in città e fuori. Noi vogliamo farlo conoscere. Il pubblico ha ancora voglia di sentire buona musica. Non è un lavoro facile, bisogno calcolare con attenzione ogni investimento ma la qualità paga sempre». Il nome Ghost Records infatti, voleva significare proprio questo, far emergere i “fantasmi rock” di questa città.

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Pubblicato il 10 settembre 2010
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