Gli studenti Liuc danno la sveglia: “La città non ci accetta”

Durante un dibattito sull'esperienza all'estero con la Summer School emerge il disagio degli universitari di fronte alla pochissima offerta per lo svago. Qualche iniziativa c'è ma le feste hanno il silenziatore

Castellanza una città a misura di studente? Non proprio. Gli universitari si sentono poco coinvolti e le opportunità per vivere la città sono poche. E’ questo quello che emerge tra gli studenti che hanno preso parte alla Summer School della Liuc in Arizona dove hanno vissuto nel campus universitario «una vera e propria città – dicono – niente a che vedere con il nostro campus. Li hanno moltissimi servizi dalla piscina alla palestra e poi studiano ovunque e a qualsiasi ora hanno un posto tranquillo e silenzioso dove potersi concentrare». Gli studenti della Liuc sanno benissimo che l’università Cattaneo, per dimensioni e spazi, non potrà mai offrire quello che offre la più grande università statale degli Stati Uniti ma nemmeno fuori le mura dell’ateneo riescono a sentirsi integrati e accettati dalla città. Lo stesso rettore Andrea Taroni punzecchia la città stimolando gli studenti a rispondere dulla poca vitalità serale della città: «Pochissime le iniziative per gli studenti – raccontano i partecipanti alla Summer School – e anche noi stessi siamo abbastanza freddi con gli studenti stranieri che studiano qui. Fanno molto gruppo tra di loro ma per colpa nostra».

In giro per Castellanza, dopo le 21, è difficile trovare segnali di vita. Tutti i locali, tranne due o tre, sono chiusi e anche comprare un pacchetto di sigarette può diventare un’avventura a causa dei distributori quasi tutti fuori uso. In effetti sembra che Castellanza non ospiti un’università da duemila studenti e la maggior parte delle attività sono tutte concentrate nel perimetro della sede.

In realtà qualcosa si muove con alcune serate Erasmus. Ieri sera, martedì, i 90 ragazzi stranieri della Liuc si sono ritrovati in un noto locale della Castellanza alta e l’invito, che circolava su Facebook da alcuni giorni, specificava: "siamo costretti a ricordare anche che putroppo i soliti problemi con il vicinato ci obbligano a chiederVi come al solito di cercare di mantenere un tono di voce moderatissimo e di non portare bicchieri e bottiglie di birra quando si esce fuori dal locale. La direzione, sensibile del problema, ha creato un’area fumatori per tutti coloro che vogliono fumare e nel contempo bere… certi della Vostra collaborazione ringraziamo anticipatamente".

Questo il garbato invito del gestore del locale che ha deciso di scendere ad un compromesso pur di offrire agli studenti stranieri un’opportunità di divertimento e svago senza dover prendere la macchina e allontanarsi. Gli studenti ringraziano e promettono di non fare baccano ma chiedono alla città di approfittare di una presenza così folta di studenti che in altre città hanno fatto la fortuna di tanti gestori di locali, con buona pace dei cittadini residenti che, alla fine, si sono arresi all’idea di vivere in una città viva.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 settembre 2010
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