Il comune dovrà pagare il bonus bebè anche agli stranieri

La delibera comunale era un "provvedimento discriminatorio". Il tribunale di Milano respinge il ricorso e ordina all'amministrazione di erogare anche i contributi dal 2007 a chi ne era stato escluso

Il tribunale di Milano ha respinto il ricorso d’appello del comune di Tradate sul bonus bebè. L’amministrazione comunale è stata condannata a pagare il contributo per i neonati anche agli stranieri che, dal 2007, ne erano stati esclusi, con una decisione che per ben due volte, i giudici hanno definito illegittima e discriminatoria. Il ricorso è stato bocciato sia per quanto riguarda una presunta incompetenza delle sezioni giudicanti sia nel merito, e in particolare nel punto in cui si indicava il provvedimento come un incentivo alle nascite di italiani per compensare la forte natalità straniera. La memoria degli avvocati Gianfranco Orelli e dal collega Andrea Mascetti aveva suscitato polemiche ed era stato bollata come intollerante da alcuni giornali.

Secondo i giudici del collegio presieduto da Silvia Ravazzoni la delibera del comune è certamente un provvedimento discriminatorio. Poiché «introduce una distinzione arbitraria e non supportata da ragionevole correlabilità tra il requisito richiesto (la cittadinanza) e lo scopo perseguito (il sostegno della natalità)». In altre parole: «Non è possibile individuare alcun valido motivo di differente trattamento tra cittadini e stranieri, che non sia quello di escludere dal beneficio gli stranieri solo perché tali».

Resta ora da capire quanto costerà al comune di Tradate tutto questo.

Gli avvocati legati alle associazioni che avevano promosso l’azione giudiziaria in primo grado civile (il dottor Alberto Guariso per conto di Asgi, Apn e farsi Prossimo) avevano reagito al ricorso del comune presentando in appello una seconda richiesta ( ricorso incidentale) in cui chiedevano anche il pagamento degli arretrati, dal 2007, agli stranieri. Il tribunale ha dato loro ragione perché «per la completa rimozione degli effetti della discriminazione è anche necessario ordinare al comune di Tradate l’erogazione del bonus a tutti i neonati che abbiamo almeno uno dei genitori residenti a Tradate da almeno 5 anni». Il comune dovrà anche pagare le spese legali: 2mila euro.

 Il sindaco Stefano Candiani ha commentato così: «Prima di fare una valutazione aspetto di incontrare questa sera la giunta – ha detto  – se c’è una decisione del Tribunale dovremo rispettarla oppure andare avanti con i ricorsi. Purtroppo hanno messo la questione sul piano della politica, infatti il giudizio è arrivato con tempi molto più rapidi rispetto agli standard»

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 settembre 2010
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