Il legionario deluso da Bossi

Durante la Mipam di Laveno un uomo si è presentato agghindato come un legionario romano con tanto di spada in ferro per farsi fotografare con il Senatùr

Il legionario di Messina, emigrato in Piemonte per motivi di lavoro, voleva farsi fotografare a tutti i costi accanto al ministro Umberto Bossi. È arrivato, agghindato come Massimo l’Ispanico, alla mostra dei prodotti di montagna di Laveno con tanto di spada in ferro in mano. Ha cercato di aggirare in ogni modo il cordone di agenti della digos che proteggevano il ministro. Ma per il legionario immigrato non c’è stata nemmeno la possibilità di farsi notare dal Senatur. Gli occhi degli agenti erano tutti per lui. Quelli del legionario erano tutti per l’Umberto da Gemonio. Uno scatto avrebbe cambiato la sua vita.
Bossi, appena sceso dall’auto blu, ha tirato un paio di cazzotti al presidente della Provincia Dario Galli e all’assessore Bruno Specchiarelli, che come perfetti sparring partner se ne stavano con le mani alzate a parare i colpi. Sorrisi, battute, inchini. E il povero legionario era lì a due passi che moriva d’invidia per non poter prendere parte a quel combattimento. Con lo sguardo languido e la spada abbassata non gli è rimasto altro da fare che andare all’imbarcadero e prendere il traghetto per ritornare nella nuova patria piemontese.
«Forse in questa situazione era meglio che si vestiva da Asterix» ha sussurrato un passante con la camicia verde. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 settembre 2010
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