Il nuovo “Falcone” si mostra al pubblico

Presentazione alla stampa e visita guidata per la nuova e moderna struttura dell'IPC "Falcone", che ingloba l'ex cotonificio Cantoni. Un investimento pesante (26 milioni di euro) in collaborazione con la Provincia per una scuola d'eccellenza. Lunedì al via le lezioni

È stata presentata stamane alla stampa, in attesa dell’inaugurazione effettiva di lunedì con l’avvio dell’anno scolastico per gli oltre 1.500 allievi, la nuova e moderna sede dell’IPC Falcone di Gallarate, in via Matteotti, che recupera con interessanti soluzioni architettoniche e non solo l’antico cotonificio Cantoni. Una sede ampia e tecnologicamente all’avanguardia per un istituto a lungo diviso fra ben cinque succursali con gli immaginabili grossi problemi logistici; un istituto che ora può riunire i suoi diversi corsi in una struttura "all’americana", come noterà il sindaco Mucci con classi che ruotano fra le aule, armadietti personali. Proprio il primo cittadino ha fatto gli onori di casa, con assessori e dirigenti scolastici, in testa il provveditore Claudio Merletti e la dirigente Carmela Locatelli.

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La scuola può contare su due immobili: l’edificio industriale della fine dell’Ottocento completamente restaurato (ma i pilastri dell’ultima versione della struttura sono conservati all’interno delle nuove travature metalliche) e un nuovo corpo di fabbrica. I lavori sono eseguiti dalla ditta Coge su progetto dello Studio Architetti Amati, hanno avuto un costo non indifferente: 23 milioni di euro, ripartito fra Comune di Gallarate e Provincia di Varese. L’assessore ai lavori pubblici Martucci parlerà invece di 26 milioni di euro, rispondendo alle critiche delle minoranze sui costi dell’intervento (si tratta di tre milioni in più di accordo bonario con la Coge per modifiche che hanno comportato interventi ulteriori, non previsti nel contratto originario con l’impresa); e citerà i 13mila metri quadri della struttura, con 54 aule, 8 laboratori modernissimi, una palestra da 750 metri quadri, una cucina/ristorante per uso didattico da 1000mq, in risposta alle lamentele su carenze di spazi. È vero comunque che dato il numero degli studenti, qualche turnazione si renderà necessaria.
Un impegno decisamente cospicuo quello sostenuto da Palazzo Borghi e Villa Recalcati, in quadrato nel Piano Scuola da 40 milioni complessivi di cui il Falcone costituisce, è stato detto a più riprese, la chiave di volta; va aggiunto che le sedi liberate dai vari distaccamenti dell’istituto Falcone sono, ora, a disposizione per accogliere nuove realtà didattiche: ad esempio la sede tra le scuole Alighieri e le Maino è stata rapidamente riconvertita ad asilo.
Il fatto che il complesso sorga praticamente in centro, a poche centinaia di metri dalla stazione, favorirà anche l’uso del mezzo pubblico da parte dei non pochi studenti che vengono da fuori città.

Dal punto di vista architettonico l’edificio si caratterizza per la sua riconoscibilità e per l’eredità industriale progettazione ex-novo è stata pensata per essere in armonia con l’architettura industriale locale. le aule e i laboratori, ai piani superiori, sono ospitate da una grande ed aerea struttura metallica, resa luminosa e aperta da un grande lucernario, appoggiata ai corpi basamentali che ospitano palestra e  ristorante. Al baricentro anche visuale l’ingresso con ampio atrio aperto dai due lati, vero hub pedonale tra i due corpi principali.
L’IPC Falcone è anche riconosciuto come Polo regionale per la tecnologia e l’innovazione: e non mancano dunque soluzioni tecnologiche avanzate. L’Istituto costituisce, infatti, il primo esempio di edificio rispondente al meta progetto della “Scuola intelligente” del Cisem – Centro per l’innovazione e la sperimentazione educativa, Istituto di ricerca della Provincia di Milano e dell’Unione Province d’Italia, rispondendo a requisiti quali: flessibilità, multifunzionalità, rapporto con il territorio, spazio e architettura come "terzo educatore", didattica innovativa e aperta a tutti, sostenibilità – ambiente, risparmio energetico, bioarchitettura, confort – nuove tecnologie e CIB – Computer Integrated Building – , riduzione dei costi di gestione, sicurezza, rete di Disaster Management.

Le dichiarazioni

Prima della visita alle strutture, del brindisi e dell’ottimo buffet dei ragazzi dell’indirizzo alberghiero, si sono susseguite le dichiarazioni di politici e dirigenti scolastici. Il sindaco Nicola Mucci ringrazia tutti gli enti e società coinvolti, i suoi collaboratori dekll’ufficio tecnico, gli assessori, lo studio Amati e la ditta Coge. «È stata l’opera più difficile del mio decennio da sindaco. Questa zona sta cambiando volto» hadetto Mucci. «non lontano da qui c’è il MAGA (che il nuovo "Falcone" richiama in qualche modo nella vastità degli spazi interni e in alcuni elementi della concezione ndr), si sta riordinando questo quartiere. Qui un tempo dominava il tessile, l’oro dell’epoca era il cotone, oggi si fabbricano cervelli, cultura, preparazione professionale. Alla fine non sembra nemmeno d’essere a Gallarate, ma in una scuola americana. Vi consegnamo un gioiello: siatene custodi gelosi».
Per la Provincia di Varese era presente il dirigente dell’edilizia scolastica, Alberto Caverzasio: «Non abbiamo badato a spese» ha detto, «questa struttura è costata sacrifici e impegno».
Grande soddisfazione per il digente dell’uffiico scolastico provinciale, il provveditore Claudio Merletti, già preside proprio all’IPC Falcone. «Dal "Bronx" di dieci anni fa a questo. Orgoglio e speranza, questo il ruolo di una scuola che assiste alla trasformazione, fisica e psicologica, dei ragazzi. Sullo sfondo restano purtroppo quelli tra loro che abbiamo perso, non va mai abbassata la guardia, i dati nazionali non sono confortanti». Merletti ha lodato l’impegno del Comune di Gallarate, citando personaggi come Borgo, Giacon, Caianiello fra quelli che hanno posto negli anni le condizioni perchè questa operazione potesse andare in porto. «La scommessa ora non è solo quella della nuova struttura, ma quella della riforma Gelmini. va ricondotto tutto all’essenza, specialmente quando le risorse diminuiscono». Fiera anche la dirigente del "Falcone" Carmela Locatelli, che ricordava gli esordi nel lontano 1966 di un istituto allora prettamente femminile, vocato al commercio, e che ha cambiato pelle nei decenni, prendo dagli anni Novanta nuovi indirizzi: grafico pubblicitario, alberghiero, anche alcuni di nicchia come fotografico e dolciario.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 settembre 2010
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