Il Pd all’attacco: “Per il Falcone costi spropositati e scelte sbagliate”

Il Partito democratico gallaratese critico con l'amministrazione comunale alla vigilia dell'inaugurazione del nuovo istituto

«Bene l’inaugurazione, ma non dimentichiamoci i ritardi e i costi spropositati». Il Partito Democratico di Gallarate torna all’attacco della maggioranza e lo fa in occasione della presentazione del nuovo Ipc Falcone, alla vigilia dell’inaugurazione che si terrà lunedì 13 settembre. «L’inaugurazione di una nuova scuola è sempre una bella cosa e da salutare come evento positivo in una comunità cittadina – spiegano dal Pd -. Per quanto riguarda il nuovo “Falcone” giova comunque ricordare il rapporto costi benefici che l’amministrazione comunale non ha saputo valutare ed ha considerato con oggettiva superficialità, senza prendere in considerazione altre soluzioni praticabili e da più parti prospettate. Infatti Il progetto preliminare, che risale all’anno 2003, prevedeva un costo ragionevole di circa 11 milioni di euro, lievitatati nel 2004 a 16.700.000, ulteriormente lievitati – nel 2005 – a 22.300.000. Ulteriori costi per collaudi ed imprevisti vari portano poi il totale a sfiorare i 24 milioni di euro, senza contare arredi e accessori,cucine ecc.. ,quelli almeno a carico delle Provincia che, a norma di legge, avrebbe dovuto finanziare in toto l’opera, ma si è resa disponibile solo per un terzo. I restanti due terzi a carico esclusivo dei contribuenti gallaratesi e senza contropartite significative. Il costo complessivo è quindi astronomico, certamente un record per un edificio scolastico, seppur con caratteristiche progettuali innovative».
 
Il Pd non si limita a criticare i costi giudicati sproporzionati, ma entra anche nel merito della scelta: «Si aggiungano poi alcune nostre valutazioni di merito – mai considerate – relative alla capienza, che già ora risulta insufficiente rispetto agli alunni frequentanti, le aule relativamente piccole e inesorabilmente affollate grazie alla riforma Gelmini che ha di fatto diminuito i docenti, aumentato i precari e aumentato in numero di alunni per classe rispetto agli standard a suo tempo previsti – attaccano dal Pd -. Si consideri inoltre la mancanza di uno spazio aperto adeguato sia per attività sportive sia per la semplice necessità di un po’ d’aria durante l’ intervallo, la mancanza di un parcheggio sufficiente per gli alunni e per gli oltre 200 tra professori e personale non docente (dopo la decisione di non interrare l’attuale parcheggio AMSC), l’ edificazione di tre palazzoni nell’area prospiciente, che non si è voluto mantenere come pertinenza della scuola medesima. D’altro canto già nel novembre 2003 gli estensori del progetto dichiaravano testualmente: “le dimensioni dell’area preliminarmente individuata dal Comune sono ridottissime…”. Scelte ormai compiute non ci impediscono di ricordare l’occasione mancata di una nuova scuola, quanto mai necessaria, come possibile completamento dell’area parzialmente occupata dall’ ITC “Gadda” ai Ronchi che, con il vicino ITIS, avrebbe dato luogo ad una vera e propria ”cittadella degli studi” con adeguati impianti sportivi, spazi verdi, parcheggi sotterranei ecc…Al posto del “Falcone” avremmo preferito la MAGA, lontana dal cimitero e vicina alla biblioteca, in un contesto armonico e adeguato “biglietto da visita” della città.
La “politica del fare” (a questo proposito viene appunto da pensare anche al “FARE” di viale Lombardia, in merito al quale intervenimmo a suo tempo inascoltati) produce risultati, ma forse migliori avrebbe potuto produrne un intervento più ragionato, ascoltando e confrontando idee e proposte che non sono mancate».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 settembre 2010
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