Il Pd: “Il Tribunale ha ripristinato l’equita’ “

Il commento del partito democratico dopo la sentenza del giudice che impone il pagamento del bonus bebè anche ai cittadini stranieri residenti in città

Riceviamo e pubblichiamo

Si e’ infranto contro la Costituzione il tentativo del Sindaco di promuovere “l’editto dei bambini italiani”: e’ quindi oggi ancora vero che “tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali”. Il Tribunale ha ripristinato l’equita’ allargando il bonus anche agli stranieri che pagano le tasse e lavorano regolarmente: non si tratta quindi di un problema di clandestini, di sicurezza o di soldi rubati a chi paga le tasse (ritornelli gia’ usati dai leghisti per cambiare discorso). Si tratta del rispetto della dignita’ umana, in particolare di quella dei bambini che a Tradate vengono divisi in due gruppi: ad alcuni viene riservata la cerimonia pubblica di “benvenuto” alla Citta’ (in cui viene consegnato ai genitori il Bonus). Agli altri, i figli degli stranieri, no: a loro l’Amministrazione non voleva dare il benvenuto.

 
Noi lo dicevamo da anni, centinaia di cittadini hanno raccolto le firme, ma il Bonus bebe’ era andato avanti, con la motivazione di voler premiare i bambini italiani puri (i figli di coppie miste non erano accettati), al fine di rafforzare con le nascite la cultura europea.
La cultura non si sostiene incutendo la paura dello straniero, ma con la forza delle idee e del confronto.
Il calo demografico non si sostiene con una mancia per chi ha gia’ deciso di fare figli, ma con asili nido, sgravi fiscali alle famiglie e tutela della donna che rientra a lavoro dopo la gravidanza.
Il resto sono tutti discorsi demagogici, giocati sulla pelle dei bambini ed e’ questa la cosa piu’ triste.
 
Chiediamo quindi che il Consiglio Comunale ripristini subito il Bonus Bebe’ a tutti i tradatesi che ne hanno requisito, dopo la sospensione in attesa della sentenza. A tutto questo si aggiunge l’inaccettabile spreco di soldi pubblici, fatto solo per una testarda questione di bandiera. Ora chi paghera’ le spese del ricorso e quelle legali (2.000euro) dopo la sconfitta del Comune? I cittadini?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 settembre 2010
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