Il Pd verso il congresso: la base chiede unità e chiarezza verso la Lega

Ultimo appuntamento precongressuale a Villa Cagnola, alla presenza del segretario regionale Maurizio Martina

 Grandi temi, come la solidarietà, il riformismo, la globalizzazione. Ma anche le alleanze e i temi concreti del territorio, da Malpensa allo sviluppo economico. Entra nel vivo la discussione della fase precongressuale del Pd: ieri a Villa Cagnola la sala era strapiena, per l’ultimo seminario di confronto alla presenza del segretario regionale Maurizio Martina (a sinistra nella foto con il consigliere regionale Alessandro Alfieri). Confronto a tratti animato, in cui però tornavano con insistenza le parole “unità” e “chiarezza”. L’hanno chiesta i democratici più giovani – non numerosissimi, ma spesso con responsabilità amministrative – come i militanti di una certa età, che vengono dai partiti di massa di un tempo, come i “nuovi democratici”, gente che magari si è avvicinata per la prima volta al partito all’età di cinquant’anni, “per rompere a chi il partito lo guida”. Certo non è il Pd di tre anni fa, quello di Veltroni e delle speranze di rinnovamento all’americana, però la base sembra ancora credere in una riscossa. «Facciamo nostre le parole di Bersani – ha esordito il segretario uscente Stefano Tosi – , dobbiamo impegnarci per il cambiamento, non solo per contenere l’avversario». Rilanciare il riformismo, liberare la società dai mille vincoli, per tornare a vincere.

Il tema delle alleanze tiene banco anche qua, come a livello nazionale. La base chiede chiarezza e coerenza nello sviluppo dei rapporti con le altre forze politiche. Applauditissimo l’intervento di Giuseppe Adamoli, anche quando evoca Veltroni e rivaluta l’idea della «vocazione maggioritaria», non come autosufficienza, ma come progetto politico che faccia da guida al centrosinistra. Netto Adamoli anche nel definire il rapporto con la Lega, da molti indicato come il vero nodo per il Pd della provincia: «Non basta dire che si è alternativi, non basta contrastarla ogni giorno. Dobbiamo aggiungere la dimensione culturale dell’antileghismo: come si può accettare l’idea del bonus bebè riservato solo ai bambini figli di genitori entrambi italiani, come è stato fatto a Tradate? Dobbiamo opporci eticamente, anche per recuperare il rapporto con il mondo cattolico, che rischia di agitarsi solo per il testamento biologico». Tra gli amministratori, molti rilanciano l’esperienza locale, le strategie per vincere. Come a Saronno, con l’apertura alla società civile e ai giovani. «La storia – sintetizzava Adamoli – va verso l’apertura alla società civile, quella vera: i partiti non bastano più»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 settembre 2010
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