“Il problema dei pasti è nelle famiglie che non ricadono nei servizi sociali”

Dichiarazione dell’assessore ai Servizi Sociali Pier Angela Vanzulli sulle sul caso mensa scolastica

Ripeto per l’ennesima volta che i bambini appartenenti a famiglie che hanno problemi economici tali da ricadere nella fascia dei Servizi Sociali, sono sempre, non da oggi ma da anni, stati aiutati dai Servizi Sociali. Quando ricorrono gli estremi previsti dalla legge, noi interveniamo con contributi che diamo alle famiglie finalizzati non solo ai pasti ma anche all’acquisto dei libri e di tutto quanto serve alle famiglie stesse per andare avanti. Non accetto che si speculi su queste cose. Il problema dei pasti riguarda non le famiglie che ricadono nei Servizi Sociali, perché ripeto paga il Comune, ma le famiglie di quanti ritengono di usufruire di tale servizio, che sottolineo non è obbligatorio, scordandosi di pagare a scapito prima di tutto dei loro stessi figli e poi delle famiglie di tutti quelli che, magari con fatica, sono puntuali nei pagamenti. Visto che poi sono assessore sia ai Servizi Sociali che all’Ecologia, ribadisco che noi non spendiamo soldi inutilmente perché, vista la situazione, dobbiamo centellinare l’euro. Il cibo agli animali va dato, come altrettanto vanno asfaltate le strade, comprati i cartelli stradali, onorate le convenzioni con servizi alla persona e fatte tutte quelle spese necessarie per far funzionare l’apparato comunale. Non ha alcun senso legare queste cose insinuando che vi è più attenzione per gli animali che per la gente. Obiettivo primario rimane la persona, ma senza scordare i nostri amici animali. Da 16 anni seguo il sociale a Gerenzano; il nostro assessorato fornisce servizi che ci fanno essere, non a detta mia, uno dei Comuni più attenti ai bisogni della gente. Annualmente spendiamo, per i Servizi Sociali, circa un milione di euro. Non mi stanno bene le dichiarazioni dell’opposizione, ingiuriose e dette per puri scopi politici. Va bene che queste persone smaniano per entrare in Comune, ma non pensavo arrivassero a tali bassezze. Si indignino se veramente la gente non è aiutata, se vi sono abusi, prevaricazioni, ma come sempre per attaccarci debbono dare notizie false, come quella delle famiglie indigenti.
Invece riflettiamo e chiediamoci se un limite deve essere dato entro il quale non si può proseguire a non ricevere i pagamenti per i pasti. Domandiamoci se è giusto che le famiglie corrette paghino e “gli altri” si disinteressino a detrimento degli onesti.
Domandiamoci perché i genitori sottopongono, loro per primi, i loro figli a tali situazioni. E ricordiamo che l’evento dei panini, che erano un pasto al sacco, è avvenuto due volte, per due bambini, mesi fa. Ma oggi, visto Adro e Montecchio, fa comodo avventarsi su questo fatto che era passato inosservato e che oggi tanto scuote le coscienze da far strappare le vesti ai benpensanti. Signori noi abbiamo fatto, mesi fa, una cosa giusta espressamente per capire come intervenire senza provocare qualsivoglia disagio ai bambini, perché anche noi ci teniamo a che i minori non debbano subire alcun tipo di umiliazione. Chi non sa, taccia. Il Comune di Gerenzano non si rifà sui bambini.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 settembre 2010
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