“In Valle Olona l’ultima speranza di tanti giovani”

Dopo la lettera che denuncia gli schiamazzi causati dai frequentatori del locale di via Merano, Alessio Tadiello, il gestore, spiega la situazione dal suo punto di vista:"cerchiamo soluzioni insieme"

Il “Nessundorma” sotto l’attacco incrociato di “vicini di casa” e istituzioni tenta di spiegare e tendere la mano per trovare soluzioni al problema. Dopo la lettera che denunciava gli schiamazzi e il disordine causato dai frequentatori del locale di via Merano in Valle Olona, Alessio Tadiello, il gestore, spiega la situazione dal suo punto di vista.
«Nel nostro spazio tutto è in regola: dai permessi alla musica. E naturalmente ci sono anche i servizi igienici, utilizzati e a fine attività ripuliti. Di bottiglie di vetro non ne vendiamo e quindi quelle trovate non sono provenienti da noi, ma spesso da chi si approfitta del fatto che dall’esterno del nostro locale passa tanta gente».
Nella lettera di proteste, inviata dai residenti di Valle Olona all’assessore D’Aula, si lamenta il degrado e gli schiamazzi che si creano in particolare all’esterno del locale e nel parcheggio antistante. «A dare fastidio è quello che succede all’esterno? – chiede Tadiello – benissimo! Veniamoci incontro perché quello è anche il mio problema. All’interno del locale ci sono controlli, c’è un servizio di sicurezza, e si cerca anche di informare e sensibilizzare i giovani come spesso accade con l’aiuto dei ragazzi del Discobus. Io stesso scendo all’esterno del locale per chiedere il rispetto del vicinato a chi fa schiamazzi. Per questo valuto positivamente la richiesta di intervento alle istituzioni, sarei il primo al quale farebbe piacere un servizio di sicurezza all’esterno».
«Nella lettera e nelle foto mandate ai giornali – Prosegue Tadiello – si cerca un eccessivo sensazionalismo, così ad occhio quelle 2 siringhe sembrano proprio messe li in posa per colpire.. ma non è questo il punto. Nessundorma si è proposto e rimane il centro di aggregazione dei giovani di Varese che altro non trovano che bar per la città. Se dovesse chiudere questo posto non si risolverebbero i problemi, i giovani hanno bisogno di spazi e se non glieli diamo se li prendono con la forza. Apriamo una riflessione anziché accusare e additare, cerchiamo una soluzione insieme».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 settembre 2010
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