La polizia “pugnalata alle spalle” chiede più risorse

L’agguerrito Coisp, il sindacato indipendente delle forze di polizia, chiede mezzi e strumenti per le forze dell'ordine, "basta slogan da campagna elettorale"

Sindacato di polizia indipendente Coisp«Sembrerebbe un’ovvietà ma di questi tempi ci tocca anche precisare che sono le forze dell’ordine e i magistrati e non il governo o i suoi ministri ad arrestare i criminali». L’agguerrito Coisp, il sindacato indipendente delle forze di polizia, non la manda a dire nemmeno a Varese, terra del ministro dell’interno Roberto Maroni: «se la politica vuole prendersi il merito dei nostri risultati, che almeno faccia il suo dovere e ci fornisca i mezzi e gli strumenti per lavorare».
Attualmente, dice il sindacato, non è così: i tagli trasversali imposti da questo governo e da quelli precedenti hanno danneggiato la struttura del corpo di Polizia, «se di colpo i poliziotti dovessero smettere di utilizzare i propri mezzi e i propri strumenti e servirsi unicamente di quelli di proprietà della polizia di stato, ogni attività d’indagine si paralizzerebbe».

Da Varese parte oggi un nuovo tour di rappresentanza che girerà l’Italia per spiegare le condizioni in cui gli operatori di polizia sono costretti a lavorare ogni giorno. Oggi a Varese c’erano anche il segretario generale Franco Maccari, il segretario nazionale Rocco Disogra e il segretario lombardo Valentino Tosoni, che hanno annuncitno le rivendicazioni della protesta sindacale partendo da un ragionamento: «le frasi di bottega e gli annunci da campagna elettorale sembrano essere diventati il modo di fare politica», e anche a Varese questo sarebbe la Coispnorma. «Adesso questa città è al centro dell’attenzione perché è la città del ministro, quindi arriva tanto personale che spesso viene spostato da luoghi nei quali ci sarebbe più bisogno, esattamente come succede in Liguria quando diventa ministro Scajola dove il personale aumenta di 200 unità per poi diminuire nuovamente».
Sono dinamiche che creano grossi problemi all’organizzazione strutturale del corpo di polizia, spiegano. «Se anziché attraverso logiche politico/elettorali la dislocazione delle forze avvenisse consultando noi poliziotti, che siamo i veri tecnici in materia, sarebbe possibile ottimizzare le potenzialità e le risorse, sempre più scarse, di cui dispone la polizia di stato: questo vuol dire garantire sicurezza, non usare solo gli slogan».
Anche a Varese, secondo gli uomini del sindacato, esistono squilibri notevoli nella distribuzione delle risorse. «Tra Varese, Busto e Gallarate operano 450 uomini, eppure a Malpensa, per fare un esempio, le unità cinofile sono costrette a lavorare in uffici all’interno di container forniti dalla protezione civile».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 settembre 2010
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