Le opere grafiche di Sangregorio in mostra

Un’antologia dal 1950 ad oggi dell’opera grafica dello scultore sarà inaugurata domenica 12 settembre alle ore 11.30, nel Centro dell’Olmo di Piazza Paietta. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 3 ottobre

Un’antologia dal 1950 ad oggi dell’opera grafica dello scultore Giancarlo Sangregorio sarà inaugurata a Taino domenica 12 settembre alle ore 11.30, nel Centro dell’Olmo di Piazza Paietta. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 3 ottobre. Le sculture di Sangregorio sono invece presenti nella rassegna promossa dalla Provincia di Varese a Villa Recalcati, dall’11 settembre al 14 novembre. Entrambe le esposizioni sono curate dal prof. Flaminio Gualdoni.
Giancarlo Sangregorio, nato a Milano nel 1925, da molti anni vive e lavora a Sesto Calende. Sue opere sono presenti in diverse raccolte private e pubbliche sia in Italia che all’estero. Numerosi i monumenti da lui realizzati in città italiane, svizzere e tedesche, come il Monumento alla Resistenza a Milano Rogoredo e Itinerario nel vuoto in via Clerici a Milano. Oltre alle grandi sculture in pietra, Giancarlo Sangregorio è noto per le sue impronte, una ricerca che ha elaborato, parallelamente alla scultura, per più di quarant’anni.
Le opere esposte al Centro dell’Olmo di Taino non sono solo disegni preparatori delle sculture, ma rappresentano un’espressione unica e originale di questo artista. I disegni qui esposti sono da considerare opere a sé stanti, autonome, di valore non inferiore alla scultura di cui a volte ne affiancano il percorso, la seguono, altre se ne distanziano, secondo i momenti, le ricorrenze, le attitudini della mente, degli occhi, delle mani di questo poliedrico artista.
Ci sono cose infatti che Sangregorio ha fatto soltanto con il disegno, altre volte invece vi è una perfetta complementarietà, un’osmosi, un intreccio di suggestioni e racconti fra le due esperienze: la forma plastica e il segno grafico. Le opere grafiche che il pubblico può qui ammirare illustrano il lungo percorso artistico (più di mezzo secolo di lavoro), le tematiche e il personale e originale linguaggio dello scultore.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 settembre 2010
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