Leghista rimane senza bonus bebè. “Colpa” della moglie ucraina

Stefano ha sposato Natalia che non ha ancora avuto la cittadinanza. Hanno avuto un figlio che oggi ha due anni: “Sono diviso su cosa pensare, da una parte credo sia un provvedimento giusto, dall’altra penso che il mio bambino è italiano”

«Mi sento come tra due fuochi o, peggio, su una mina, con un piede sul detonatore e uno no». Stefano Bottaccioli è un tradatese simpatizzante della Lega Nord e non ha problemi ha raccontare la propria storia: non ha avuto il bonus bebè perché sua moglie è ucraina e non ha ancora avuto la cittadinanza italiana. «Ma per me non è un problema, non sono 5mila euro che potrebbero anche cambiare la vita, sono 500 euro – racconta –. E poi sono un simpatizzante della Lega da oltre 20 anni, ci credo in quel che fanno e li sostengo». Una storia strana, emersa in attesa della sentenza sul provvedimento comunale giudicato discriminatorio dal giudice del lavoro e sul quale, dopo il primo ricorso del comune, dovrebbe pronunciarsi a breve il Tribunale collegiale.
Stefano è conosciuto in città come il “tuttofare”, effettua diversi lavori di manutenzione e da poco è diventato autonomo. «Tempo fa ho bussato alle porte del comune dopo che avevo perso il lavoro, mi hanno subito aiutato. E come me, tanti altri hanno ricevuto aiuti: le porte del comune, per quel che posso dire io, sono sempre state aperte per chi aveva bisogno, soprattutto in questo periodo di crisi».
Il figlio nato dall’unione con Natalia, la moglie 30enne che è in Italia dal 2004, si chiama Maxim ed ha circa due anni. «Da quando ci conosciamo, io e Natalia, non abbiamo mai litigato – racconta Stefano -, nemmeno sulla questione del Bonus Bebè. Lei ha una visione diversa dalla mia: sostiene che il figlio è totalmente italiano, che non è giusto sia discriminato perché ha una madre che non ha ancora la cittadinanza italiana. Io le rispondo che non è questo che caratterizza il comune. Magari il provvedimento si può sistemare, ma sono tante altre le cose buone, e più importanti, che sono state fatte in questi anni, soprattutto per chi è in difficoltà. Come anche tutta l’attenzione che è stata data ai rifiuti e alla raccolta differenziata, un grande passo avanti».
Stefano non sembra volersi sbilanciare troppo sul bonus bebè, ma spiega ridendo che «mi trovo tra due fuochi, anche emotivamente: da una parte credo sia giusto darlo solo agli italiani, dall’altra ho mia moglie come esempio. Sono diviso al 50 per cento».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 settembre 2010
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