Majed, cronache palestinesi dove non trapelano notizie

Majed Abusalama, giovanissimo giornalista della striscia di Gaza, da oggi in giro per il Varesotto a raccontare la sua esperienza

Comitato per la Palestina Varese. Al centro Majed AbusalamaCi sono posti nel mondo dove i giornalisti vengono ostacolati, censurati. Uccisi. Nella striscia di Gaza, invece, il problema più grande è riuscire a far travalicare le notizie dai confini nazionali. Far raggiungere alla drammatica cronaca quotidiana della popolazione palestinese quell’opinione pubblica internazionale, unico vero ago della bilancia per la risoluzione del più atavico conflitto del Medio Oriente.
Majed Abusalama, da oggi in giro per il Varesotto a raccontare la sua esperienza, sta passando la sua vita proprio nel tentativo di fare questo.
Poco più che 22enne, Majed, ha provato sulla sua pelle cosa significa vivere a Gaza, cos’è la tensione che attraversa le zone di confine con i vicini israeliani, cosa significa lavorare con la minaccia di essere colpiti da un momento all’altro.
Majed Abusalama è molto giovane, ma non è il tipo da stare tranquillo nell’esasperato contesto palestinese, e si è già costruito un nome all’interno delle organizzazioni nazionali e internazionali di sostegno alla causa delle donne, uomini e bambini della Striscia di Gaza. Una lotta combattuta nel più pacifico dei mondi: raccontando attraverso la sua attività giornalistica, con il suo sito internet e con Facebook la testimonianza di ciò che accade a Gaza; partecipando attivamente all’educazione e ricreazione delle tante comunità di bambini della Palestina; e ora spiegando di persona in giro per l’Europa quella verità che secondo lui troppo spesso ci viene nascosta.
Majed ha vinto un premio giornalistico che gli sta permettendo ora di frequentare un corso di giornalismo in Germania. Ha lasciato momentaneamente la sua terra per combattere la lotta contro il muro di gomma che circonda la Palestina dal campo internazionale. Un’operazione complicata fin dall’inizio, quando Majed è stato respinto per ben due volte dalle frontiere con l’Egitto: la prima volta dai finanzieri e la seconda all’interno dei tunnel che attraversano il confine segretamente sotto terra.
Ed è una situazione disperata quella che il giovane reporter di Gaza racconterà negli incontri che terrà in questi giorni in giro per il nostro territorio. Un vivere continuamente nell’incertezza e nella costrizione ad una povertà che non regala nemmeno uno squarcio di speranza. Una situazione che vede la terra palestinese erodersi dall’avanzare delle truppe israeliane, dalle incursioni continue che Majed denuncia come quotidiane. Dagli attacchi alla popolazione che si trova nella fascia di sicurezza tra Israele e Gaza: rigidamente fissata in 300 metri dalle convenzioni internazionali ma fantasiosamente interpretata dall’esercito israeliano, «Sparano anche a chi si trova a chilometri di distanza, denuncia Majed».
Majed Abasalama, ospite del comitato varesino per la Palestina, terra una serie di incontri in giro per la Lombardia fino al 22 settembre. Martedì 21 settembre, terrà uno degli incontri più importanti alle ore 21 alle Acli di Gallarate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 settembre 2010
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